Pietra Barrasso e l’omaggio al Papa

Mercoledì 17 maggio 2023- Città del Vaticano. L’artista irpina Pietra Barrasso, nota alla critica internazionale come “Maestro di luce” ha consegnato una delle sue opere a Papa Francesco, nel corso dell’udienza infrasettimanale dedicata ai fedeli. Si tratta del dipinto “Maria Cuore Immacolato” (acrilico su tela 70×50).

Durante il Giubileo Straordinario della Misericordia, la nota pittrice “Premio Eccellenza italiana 2022” aveva realizzato una collezione di tele interamente dedicate a Bergoglio. Una di queste, “Il Papa della Misericordia” si trova attualmente nella  chiesa romana di Santa Maria in Portico in Campitelli, nei pressi del Teatro Marcello.

Il quadro era stato realizzato durante i primi tempi della pandemia COVID-19. Per l’occasione, il mondo intero si era commosso vedendo il Papa, triste e sconsolato, passeggiare in una pizza San Pietro stranamente desolata. Altri quadri della stessa collezione hanno come tema centrale la pace nel mondo. Un chiaro richiamo affinché l’Uomo possa allontanare da sé ogni ruggito di odio e ogni indifferenza. Tema assai attuale che sta drammaticamente segnando, per via della guerra, la vita di intere popolazioni. Altri ancora ci invitano a rispettare e salvaguardare Madre Terra, l’ambiente, anch’esso martoriato e vittima delle azioni nefaste compiute dagli esseri umani.

La concezione artistica di Pietra Barrasso

Per l’artista, ogni creazione è un modo per ringraziare Dio del dono ricevuto. Un’arte intesa dunque come servizio all’Altissimo, come atto liturgico che serve ad avvicinare l’uomo all’Onnipotente.

In riferimento al quadro donato a Papa Francesco, il “Maestro di luce” ha dichiarato «Come figlia di Dio sono molto rattristata per le ferite di questo mondo. Dipingere è come pregare e pregando e dipingendo ho realizzato un’opera terminata, per una strana coincidenza, lo stesso giorno (il 25 marzo) che Sua Santità ha consacrato la Russia e l’Ucraina al Cuore Immacolato di Maria, regina della Pace. La pittura è missione e scopo della vita, per l’elevazione dell’anima e come atto di devozione nei confronti di Dio ».

Papa Francesco e il dolore per la guerra in corso

Come sappiamo, il dramma della tensione fra Russia e Ucraina ha toccato profondamente il cuore del Sommo Pontefice «L‘efferata guerra, che si è abbattuta su tanti e fa soffrire tutti, provoca in ciascuno paura e sgomento. Avvertiamo dentro un senso di impotenza e di inadeguatezza. Abbiamo bisogno di sentirci dire ‘non temere’. Ma non bastano le rassicurazioni umane, occorre la presenza di Dio, la certezza del perdono divino, il solo che cancella il male, disinnesca il rancore, restituisce la pace al cuore. Ritorniamo a Dio, ritorniamo al suo perdono» aveva detto Bergoglio per l’occasione.

L’incontro fra il Papa e l’artista: un momento di altissima spiritualità

Nel corso dell’incontro, il Maestro di Luce e il Pontefice hanno condiviso momenti di altissima spiritualità e commozione, uniti nell’adorazione della Beata Vergine Maria. Francesco ha commentato nel dettaglio l’opera dell’artista irpina, con occhi attenti e pieni di ammirazione. Ne ha apprezzato l’armonia dei colori fluidi e cangianti, le pennellate dinamiche, ma soprattutto l’intrinseco messaggio di pace e di speranza. Il suo sorriso di soddisfazione è valso più di mille parole.

“Maria Cuore Immacolato”: Pietra Barrasso spiega la genesi dell’opera

Che dire di “Maria Cuore Immacolato”? Siamo di fronte alla resa grafica della serena accettazione della sofferenza, quale mezzo per la salvezza del Mondo. Il dipinto traduce visivamente un messaggio di redenzione, attuabile solo attraverso la Luce divina, con la consacrazione e l’intercessione del cuore immacolato della Madre.

Come sempre, la luce è la protagonista assoluta delle opere di Pietra Barrasso. La tecnica dello spatolato, determina uno strato di colore meno liscio, vaporoso, di leggera fattura, quasi fosse palpabile, conferendo altissima poeticità all’atmosfera. Non ci sono abbellimenti superflui. La Madonna è ritratta con grande eleganza, con occhi densi di estrema dolcezza. L’opera è una sintesi di luci e colori, dove immagini e sentimenti si fondono armonicamente senza distrarre l’occhio nella ricerca del particolare. «Attraverso il dipinto ho voluto estrinsecare la mia religiosità. Ho voluto lasciare  qualcosa di squisitamente spirituale, che potesse parlare, comunicare l’urgenza di una presa di coscienza collettiva, utilizzando un linguaggio universale, quello della pittura. Ho obbedito ciecamente alla mia ispirazione del momento senza forzarla». I risultati si vedono. L’artista è riuscita in pieno nell’intento e Papa Francesco, molto sensibile alle espressioni artistiche, ha accolto con grande piacere il dipinto. L’opera sarà trasferita in Vaticano e farà parte della preziosa collezione del Pontefice.

Simona Mazza

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