Piazza Affari si piega per l’effetto stacco cedole: cosa sta succedendo

La performance del Listino di Milano è nettamente inferiore a quello delle altre borse europee a causa delle società che staccano la cedola del dividendo, che produce un impatto negativo pari a -1,3% sul FTSE MIB

Piazza Affari si piega per l’effetto stacco cedole: cosa sta succedendo

La Borsa di Milano si piega sotto il peso dello stacco delle cedole dei dividendi

Saranno una settantina le società del Listino di Milano che staccano la cedola del dividendo, una ventina solo nel paniere principale FTSE MIB. L’impatto non è da poco, perché solo le cedole del paniere dei titoli guida sconta un effetto negativo pari a -1,3%. Ma vediamo chi stacca la cedola e come sta andando oggi in Borsa.

L’indice principale della Borsa di Milano sta decisamente sottoperformando gli altri indici europei con un impatto della stessa misura dello stacco cedole. Se il FTSE MIB perde l’1,25%, l’indice Dax-30 di Francoforte guadagna lo 0,24%. Stessa performance per Parigi, dove il Cac-40  avanza dello 0,25% e per Londra, dove l’indice Footsie 100 registra un incremento dello 0,26%. Ancora, il Bel-20 di Bruxelles sale dello 0,19% ed il PSI 20 di Lisbona guadagna addirittura lo 0,90%.  resta in disparte solo Madrid con un -0,08%. Piazza Affari e quindi la peggiore oggi in nel Vecchio Continente.

Quali società staccano la cedola

Ecco le 21 società del FTSE MIB che staccano la cedola del dividendo oggi, lunedì 20 maggio (data di pagamento il 22 maggio), l’importo del dividendo corrisposto agli azionisti e, fra parentesi, il Dividend Yield (rendimento), ovvero il rapporto fra il prezzo del titolo e l’importo del dividendo corrisposto:

A2A 0,0958 euro (Yield 5%);

Amplifon 0,2900 euro (Yield 0,9%);

Azimut 1 euro in contanti (Yield 5,4%);

Banca MPS 0,2500 euro (Yield 5,4%);

Bca Pop Sondrio 0,5600 euro (Yield 7,1%);

BPER Banca 0,3000 euro (Yield 6,3%);

Brunello Cucinelli 0,9100 euro (Yield 1%);

Diasorin 1,1500 euro (Yield 1,2%);

Eni 0,2300 euro quarta tranche (dividendo complessivo 0,4 euro, Yield 6,3%);

ERG 1 euro (Yield 3,8%);

FinecoBank 0,6900 euro (Yield 4,7%);

Generali Assicurazioni 1,2800 euro (Yield 5,3%);

Interpump Group 0,3200 euro (Yield 0,8%);

Intesa Sanpaolo 0,1520 a saldo (dividendo complessivo 0,2960 euro, Yield 8,3%);

Inwit 0,4800 euro (Yield 4,7%);

Italgas 0,3520 euro (Yield 6,7%);

Mediobanca 0,5100 euro in acconto (potenziale saldo 0,46 euro, Yield stimato 6,1%);

Moncler 1,1500 euro (Yield 1,8%);

Recordati 0,63 euro a saldo (dividendo complessivo 1,2000 euro, Yield 2,4%);

Tenaris 0,4 dollari a saldo (dividendo complessivo 0,6000 dollari, Yield 3,8%);

Unipol Gruppo 0,3800 euro (Yield 4,4%).

Prezzo “cum” e prezzo “ex” cedola

Normalmente, quando si stacca la cedola del dividendo, il prezzo precedente viene rettificato esattamente della misura del dividendo: supponendo che il titolo A abbia chiuso venerdì scorso 17 maggio 2024 a 10 euro e che il dividendo è pari a 1 euro, il prezzo precedente viene rettificato esattamente di questo importo per appianare lo scalino e stabilizzare la percentuale di variazione sul titolo (prezzo cum cedola). L’indice di mercato, invece,  terrà conto del prezzo “pulito” e quindi senza la cedola del dividendo, che è stata appunto staccata (prezzo ex cedola) e per questo motivo ne sconta appieno l’impatto.

Le performance dei titoli che staccano

Fra le società che oggi staccano la cedola del dividendo, una delle performance “peggiori”, anche per la misura dello stacco, è quella della Banca Popolare di Sondrio (-7,79%), mentre il prezzo rettificato (prezzo cum) darebbe un -0,93%.  Guardando ai prezzi rettificati si segnalano anche Italgas (-6,1%), Unipol (-5,9%), BPER (-5,7%) e con perdite superiori al 4% Montepaschi, Generali, Intesa Sanpaolo. L’impatto meno importante si registra su Amplifon (-0,15%) e Brunello Cucinelli (-0,58%).

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