Per il voto del 12 giugno Lamorgese e Speranza impongono la mascherina

La circolare è firmata a quattro mani dai ministri Lamorgese e Speranza: prevede l’obbligo di mascherina per tutti gli elettori  che si recano al voto domenica 12 giugno in occasione dei referendum per la giustizia e delle elezioni amministrative.

«Posso andare allo stadio per un concerto senza mascherina, posso fare la fila alla posta senza mascherina, posso andare la ristorante ma devo averla per votare? È chiaramente una scelta politica, non sanitaria», ha commentato su Twitter, Guido Crosetto manifestando lo stupore per un provvedimento che, inevitabilmente, ridurrà l’affluenza alle urne impedendo il voto a chi non vuole indossare la mascherina. Un ulteriore aiuto a chi vuole affossare i referendum sulla Giustizia.

Nella circolare si precisa che, non è necessaria una Ffp2 (obbligatoria sui mezzi di trasporto) ma può andare bene anche una mascherina chirurgica. Inoltre, «per accedere al seggio l’elettore deve igienizzare le mani con il gel idroalcolico che sarà messo a disposizione in prossimità dell’ingresso. Per garantire il distanziamento sociale e prevenire i rischi di contagio l’elettore, dopo essersi recato in cabina, aver votato e ripiegate le schede, deve provvedere a inserirle personalmente nelle rispettive urne. Inoltre sono previste delle sanificazioni dei seggi elettorali».

In queste ore, sui social monta la protesta: “Speranza e Lamorgese vogliono limitare il diritto al voto”, “L’obbligo della mascherina per il voto del 12 giugno è in aperta contraddizione con le regole in vigore”. Per altri la misura è “sproporzionata rispetto all’attuale pandemia. Per esser legittima la limitazione di un diritto costituzionale deve seguire un criterio di stretta necessarietà”.

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