Pensioni, torna il contributo di solidarietà

Ne è stato parlato  alcune settimane fa, quando la Lega lanciò l’ipotesi del contributo di solidarietà   per le cosiddette pensioni d’oro. Ora che è tramontata l’idea del ricalcolo contributivo degli assegni d’oro, la maggioranza gialloverde si sta orientando su una riedizione del prelievo, messo in campo più volte negli anni della crisi. Un vero e proprio contributo di solidarietà sugli assegni pensionistici che superano i 4.500 euro.

Il taglio, come già sperimentato in passato, dovrebbe colpire in maniera progressiva e dovrebbe essere modulato su diversi scaglioni, anche a seconda dell’età di accesso alla pensione, tutti ancora da definire. La misura infatti, ha ammesso ieri la capogruppo della Lega in commissione Lavoro della Camera, Laura Murelli, “non è stata messa a punto e arriverà nel corso dell’esame della manovra alla Camera, come emendamento alla legge di Bilancio”. Nella manovra entrerà subito, invece, lo smontaggio della legge Fornero.

Costituzionalità

Questa nuova versione del taglio delle pensioni d’oro, bandiera del Movimento 5 Stelle, dovrebbe arrivare come emendamento alla manovra, visto che l’impianto della norma va definito nel dettaglio e studiato per evitare, come fu il caso del contributo voluto dal governo Monti, di incappare nell’illegittimità costituzionale.

Soglia e scaglioni

L’idea sarebbe quella di modularlo su diversi scaglioni, sulla falsariga dei vecchi contributi: quello introdotto dal governo Letta per il triennio 2014-2016 e ‘salvatò dalla Corte Costituzionale aveva tre aliquote al 6, 12 e 18 per cento, che si applicavano alla parte eccedente gli assegni a partire da 14 volte il minimo fino a 30 volte il minimo. La soglia di intervento, assicura la Lega, sarà quella dei 4.500 euro netti (circa 90mila euro lordi, che corrisponderebbe a un assegno 14 volte il minimo).

Obiettivo 1 miliardo
Resta da vedere come la maggioranza vorrà calibrare il nuovo meccanismo per raggiungere i risparmi annunciati dal governo, 1 miliardo in tre anni. Una misura che sarà «strutturale» assicura il vicepremier Luigi Di Maio, e non sarà valida solo per il prossimo anno.

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