Pd in piazza contro il Governo. La base: Vogliamo unità. Martina: “Il M5S governa dal balcone”

Unità. Unità. Unità. Tra le bandiere del Pd, dell’Unione Europea e tricolori a fare da cornice da piazza del Popolo i militanti del Partito Democratico chiedono ai loro leader di essere uniti per rilanciare un partito ed un movimento in cerca di identità. ‘L’Italia che non ha paura’ è lo slogan che fa da sfondo alla manifestazione dei Dem al governo Lega-M5S e al Def varato venerdì dal consiglio dei ministri. Ed  è proprio questo che chiedono i circa 70mila militanti Dem giunti a Roma per dare una ‘scossa’ al partito e manifestare con il governo giallo verde di Salvini e Di Maio. E l’unità chiesta dalla piazza fa scattare l’abbraccio tra Matteo Renzi e Paolo Gentiloni: un abbraccio di facciata ma che serve ad infuocare i cuori dei Dem presenti in piazza. Unità. Chissà quanto e se durerà.

Sul palco presenti i big del partito: dall’ex premier Matteo Renzi al governatore del Lazio, Nicola Zingaretti. La manifestazione è stata chiusa dal segretario Pd, Maurizio Martina. E tutti hanno ribadito lo stesso concetto: il governo di Di Maio e Salvini è un populismo pericoloso, l’Italia andrà in rovina, stanno tradendo i cittadini e all’orizzonte non si vede alcuna crescita economica.

Martina: Governano dal balcone. “Serve un nuovo Pd per una nuova sinistra”, ha detto il segretario Maurizio Martinache nel suo discorso ha citato Corbyn e Bauman. “Non pronuncerò una parola sull’unità, ha aggiunto il leader, perché quando sei dirigente ci sono cose che non devi dire agli altri ma devi praticarle. A noi serve una svolta, perché contro questa destra non basta quello che siamo stati finora”. E poi la stoccata ai 5S. “A qualcuno piacciono i balconi, a noi piace la piazza aperta e di tutti. Ma ditemi se un paese come l’Italia può essere governato dal balcone di Palazzo Chigi con la claque dei 5 stelle sotto. Una scena tristissima da Repubblica delle banane”.

Renzi: “In piazza contro deriva venezuelana” – “È giusto stare in piazza contro questo Governo. Questi incompetenti – prosegue – mettono a rischio l’economia. Prendono in giro i loro elettori, perché non manterranno comunque le promesse. Offendono gli altri cittadini, insultando chi la pensa diversamente. Noi dobbiamo reagire, senza paura. E farlo senza divisioni interne, basta con le polemiche. Lottare colpo su colpo. E organizzare forme di resistenza civile contro la deriva venezuelana di Di Maio e Salvini. L’Italia è stata resa grande dal lavoro, dal sudore, dalla fatica e non dall’assistenzialismo. Non lasciamo il futuro a chi vuole vivere di condoni e sussidi. Senza paura, amici”.

Calenda: “E’ ora di ripartenze”. “Mi sembra una buona ripartenza non solo per il Pd: in piazza ho visto tante persone che non sono del partito, ma che vogliono opporsi a questo governo populista”, ha commentato invece Carlo Calenda. “Sono 25 anni che non vado a una manifestazione”, ha rivelato l’ex ministro. “E’ importante essere qui e far sentire la nostra voce contro il governo. Il primo compito di un esecutivo è mantenere in ordine il Paese e non solo i conti, e questo governo non lo sta facendo. I populismi, quando sono basati sulle menzogne, poi si sciolgono presto”.

 

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