Morì dopo esser stato dimenticato sulla barella, ora le condanne

Quattro condanne e quattro assoluzioni, così si è concluso il processo per la morte di Bpgdan May, il clochard deceduto all’ ospedale Grassi di Ostia il 28 ottobre 2005 dopo esser stato dimenticato per 17 ore su una barella. Gli imputati condannati dovranno anche versare, a titolo di risarcimento, una provvisionale che va dai 5 ai 10 mila euro.

Il giudice monocratico della sezione di Ostia ha condannato a due anni e mezzo di reclusione il medico Alberto Matcovich, e a due anni ciascuno gli altri due medici Francesca Mileto e Filippo De Pasquale. Erano accusati di concorso in falso ideologico e materiale, per aver attestato nella cartella clinica riferita per errore a May ma in realtà di altro paziente, circostanze non corrispondenti al vero. L’infermiera Simonetta Pepe, che era accusata di omicidio colposo, è stata invece condannata a due anni. Assoluzione per l’agente in servizio presso il posto di polizia Stella Elisa Russo, gli infermieri Tiziana Andreoli, Roberto Sansone e la dottoressa Anita Morganti, tutti accusati di omicidio colposo. L’Asl, rappresentata dall’avvocato Mario Antonio Angelelli, era l’unica parte civile costituita per “danni da cattiva stampa”.

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