Emergenza migranti, Letta: “Cambiare norme? Non c’è tempo, agire subito”

Sarà operativa da domani la missione umanitaria e militare nel Mediterraneo. Ad annunciarlo è il premier Enrico Letta, dopo il colloquio con il finlandese Jyrki Katainen a palazzo Chigi. “Abbiamo parlato della tragedia di Lampedusa, ho spiegato il senso della nostra missione militare umanitaria, l’Italia da domani sara’ operativa con una missione aeronavale perche’ per noi e’ intollerabile che il Mediterraneo sia un mare di morte. Ho chiesto a Katainen e altri di aiutarci perche’ e’ una priorita’, il Mediterraneo e’ il nostro mare e non possiamo tollerare quello che e’ accaduto”. “Abbiamo anche discusso di come a livello europeo possiamo rafforzare Frontex” ha affermato Letta, che ha indicato nel consiglio europeo di fine ottobre il momento per affrontare questa discussione. Per il premier poi si deve anche “rafforzare la nostra cooperazione bilaterale con i Paesi d’origine dell’immigrazione”, a cominciare dalla Libia. “Ho espresso condoglianza per la tragedia di Lampedusa e abbiamo discusso su come è necessario un più stretto contatto a livello Ue per rafforzare Frontex e abbiamo discusso su aiuto bilaterale da parte della Finalndia”, ha confermato Katainen al termine dell’incontro con il premier italiano. Il premier italiano durante la conferenza stampa con Katainen  ha   posto l’accento anche  sull’urgenza di un cambiamento delle norme in materia di immigrazione, dettate anche dal “mutamento epocale in atto”. “Ma ora non c’è tempo, ha ribadito Letta, bisogna agire subito”.

Il presidente del Consiglio ha poi spiegato che “prima l’immigrazione avveniva quasi esclusivamente per motivi economici, ora in gran parte con le richieste d’asilo per le crisi in Africa e nel Medioriente”. Un mutamento che “richiede un cambio di normativa sia a livello nazionale che europeo”. Tuttavia “quando ci sono di mezzo vite umane dobbiamo agire subito, non possiamo aspettare i tempi dei Parlamenti. Per questo mettiamo in campo questa missione umanitaria. Per evitare che il Mediterraneo si trasformi in un tomba, c’è bisogno oggi di questo atteggiamento italiano: vogliamo assumerci le responsabilità che la storia e la geografia ci hanno assegnato”.

 Operazione mare sicuro, vertice a Palazzo Chigi. Un’ecatombe senza fine, centinaia di migranti morti durante viaggi spesso improvvisati, verso quell’agognata terra promessa, che spesso non viene neppure raggiunta. Dopo le ultime due stragi e gli appelli disperati della autorità siciliane, lasciate spesso sole nel fronteggiare un’emergenza immane, il governo corre ai ripari e nel Cdm di oggi, discuterà i dettagli dell’operazione missione “mare sicuro”, insieme ai ministri interessati. Intanto la Marina Militare, ha annunciato di essere pronta ad intervenire, mentre  il ministro della Difesa Mario Mauro , sta definendo i paticolari. “Le  coperture, ha assicurato, si troveranno”.

Ma tra i politici è ancora bagarre sulla sulla Bossi-Fini, con Pdl e Lega contrari allo smantellamento della legge. Invece per il ministro dello Sviluppo Economico Flavio Zanonato e il sindaco di Verona Flavio Tosi, entrambe d’accordo sul fatto che gli immigrati devono essere fermati all’imbarco.

“Siamo pronti a fare la nostra parte”, spiegano dalla Marina militare che ha numerosi mezzi, anche aerei, impegnati nei pattugliamenti nel triangolo tra Malta, coste libiche e Sicilia. “ Il capo di Stato maggiore – ha spiegato il comandante Alessandro Busonero – ha già disposto il rafforzamento del dispositivo che va avanti da venerdì scorso. Abbiamo in mare il pattugliatore Libra, la fregata Espero e la corvetta Chimera, ma abbiamo anche l’elicottero con pilota e il reggimento San Marco imbarcati”.

Mauro: “Tutto pronto tra oggi e martedì”. “Stiamo lavorando agli ultimi dettagli. Fra oggi e martedì – spiega Mauro – dovrebbe essere tutto pronto. Sarà un’iniziativa tutta italiana che si aggiungerà a quelle già messe in campo a livello europeo, come Frontex. Vogliamo far capire chiaramente all’Europa che intendiamo avere voce in capitolo: non vogliamo disimpegnarci, ma impegnarci di più. Così potremo chiedere alla Ue di fare lo stesso”. Aggiunge il ministro che l’obiettivo è quello di “triplicare la nostra presenza, in termini di uomini e mezzi, nell’area sud del Mediterraneo, per una missione militare-umanitaria con lo scopo di contenere la crisi attuale dovuta in parte alla situazione di ‘non Stato’ in cui si trova la Libia”. Sui costi, Mauro ha ammesso che non si conoscono ancora con esattezza, e che “si sta ragionando per far sì che non sia un costo eccessivo e si possano prevedere le doverose coperture. Il problema non è quanto costa: è necessario farlo, per affrontare l’emergenza umanitaria in atto”. Dal ministro delle infrastrutture Maurizio Lupi arriva un suggerimento: “se Lampedusa è il confine dell’Europa e la questione riguarda tutta l’Europa, allora l’Italia mette i soldi direttamente ma vanno contabilizzati fuori dal nostro Patto di stabilità”.

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