Letizia Moratti alla presentazione del ventiquattresimo rapporto sull'economia globale e l'Italia presso Assolombarda a Milano, 28 gennaio 2020.ANSA/Mourad Balti Touati

Letizia Moratti sul Governo Meloni: che succede in Lombardia?

Volano stracci tra l’assessore al Welfare e Attilio Fontana: una partita nella partita che rischia di complicare la strada- già in salita – della leader di FdI

Si fa sempre più incandescente la temperatura nel centrodestra. Da far suo, Giorgia Meloni – che subito dopo il successo elettorale  ha scelto il low profile – assicura che va tutto bene  mettendo un freno alle indiscrezioni sulla composizione della futura squadra di governo del centro destra, quelle, in particolare, che vorrebbero un Matteo Salvini pronto all’appoggio esterno se non dovesse ottenere il Ministero dell’Interno.

“Continuo a leggere irreali ricostruzioni in merito a eventuali ministri di un governo di centrodestra”, ha scritto su twitter la leader di FdI che prosegue: ” vi assicuro che stiamo lavorando a una squadra di livello che non vi deluderà. Non credete alle bugie che circolano”.

Come se non bastasse, volano gli stracci in Lombardia dove la corsa al voto nei primi mesi del 2023, agita il centrodestra, con i rapporti tra il governatore uscente Attilio Fontana e la vicepresidente Letizia Moratti che si fanno incandescenti.

Ad accendere la miccia è stata l’assessore al Welfare, chiamata a ricoprire questo ruolo nel periodo più difficile del Covid: “Sono stata chiamata dal presidente Fontana e ho accettato per responsabilità e amore per la mia regione, con l’impegno parallelo di un passaggio di testimone a fine legislatura – ha detto intervistata su Rai Tre da Marco Damilano – Ho lavorato e lavoro coerentemente a quell’impegno ma coerentemente a quelle indicazioni ho costruito anche una rete civica”.

Parole alle quali Fontana ha subito replicato chiedendo alla sua vice “un chiarimento netto e definitivo”, perché “una cosa è far politica, un’altra giocare sull’onorabilità delle persone e amministrare senza sapere da che parte si voglia stare: con noi o contro di noi”.

Tradotto: i rapporti tra i due sono ai minimi termini soprattutto calcolando che tra i due non sono le prime scintille.  “La mia non è un’autocandidatura ma una disponibilità”, precisa la Moratti ribadendo, al contempo,  il suo no a eventuali incarichi ministeriali, precisa.

Una partita nella partita:  visto che, come scrive  il Corriere della Sera, in casa Lega l’ipotesi che sia Moratti a spuntarla è “lontanissima”. Il motivo è che “gli alleati definiranno lo schema sia per il governo che per le quattro regioni che andranno al voto”, dice un esponente di primo piano della Lega che vuole restare anonimo: “Meloni sa che dovrà trovare una forma di equilibrio e compensazione tra il governo nazionale e i governi regionali”. E così «a Fratelli d’Italia andrebbe, oltre che il governo, il Lazio; alla Lega la Lombardia e il Friuli Venezia Giulia”.

L’obiettivo è non far saltare la Lombardia, perchè se salta la Lombardia salta tutto. Senza contare che – al netto delle smentite di facciata – i bene informati sono pronti a giurare che Matteo Salvini non ne vuole sapere di mollare l’amata poltrona del Ministero dell’Interno.

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