Una veduta di Palazzo Chigi dove è in corso un nuovo vertice di governo sul testo del decreto di Agosto, Roma 6 agosto 2020. MAURIZIO BRAMBATTI/ANSA

Governo e totoministri

Un probabile vertice tra i tre leader del centrodestra per discutere della formazione del nuovo governo. Nel totoministri spuntano nuovi nomi dati dalle indiscrezioni. Alla Farnesina il nome di Elisabetta Belloni dato dall’intenzione di Giorgia Meloni di mettere agli Esteri, ministero chiave e fondamentale, un proprio candidato che sia autorevole e possibilmente donna. L’obiettivo è dare alla politica estera una propria direzione, anche alla luce del fatto di essere la presidente dell’Ecr, il gruppo dei conservatori in Europa.

Un altro nome che era in lizza per gli Esteri, Antonio Tajani, potrebbe trasferirsi quindi alla Difesa, un altro ministero di grande importanza, beneficiando così della lunga esperienza europea del coordinatore azzurro. Mentre alla Camera resterebbe al suo posto il capogruppo Lollobrigida, al Senato potrebbe guidare il partito di Fratelli d’Italia Ignazio La Russa. Un altro ruolo per lui potrebbe essere sottosegretario alla presidenza del Consiglio.

Per gli altri vicinissimi a Giorgia Meloni come Fazzolari, Santanché e Maurizio Leo potrebbero avere nel governo incarichi di peso, così come l’attuale presidente del Copasir Adolfo Urso. Per quanto riguarda la Sanità invece spunta il nome della milanese Letizia Moratti che attualmente è in guerra aperta con il governatore Fontana.

I ministeri per gli alleati

Alla Giustizia già è stato fatto il nome dell’ex pm Caro Nordio che potrebbe avere la meglio sulla leghista Giulia Bongiorno. Per il ministero del Sud si pensa invece a Nello Musumeci, governatore uscente della regione Sicilia. Il dicastero delle Riforme invece potrebbe andare a Marcello Pera. Altri nomi in quota FdI potrebbero essere piazzati in altri ministeri come Rampelli all’Ambiente e il co-presidente dell’Ecr Raffaele Fitto agli Affari Europei.

Più complessa la partita se si guarda agli alleati. Resta ancora da sciogliere il nodo Salvini sul Viminale che continua ad essere l’obiettivo principale del leader del Carroccio. Dovrebbe invece restare al suo posto la leghista Stefani alla Disabilità mentre Garavaglia potrebbe pagare tutte le conseguenze dell’appoggio a Draghi.

La squadra di governo sarà composta da otto ministri di Fratelli d’Italia e quattro ciascuno per Lega e Forza Italia a cui poi aggiungere due figure tecniche. Il preferito per l’Economia è da tempo Fabio Panetta, che per ora non dice sì al corteggiamento forte del fatto che sarà probabilmente lui il prossimo governatore di Bankitalia. Come alternativa è spuntato il profilo di Domenico Siniscalco, ex responsabile dell’Economia con Silvio Berlusconi. Corsa a due per il ministero degli Esteri: la Farnesina, come detto,  se la contendono Elisabetta Belloni, direttrice del Dis e già segretaria generale del dicastero, e l’ambasciatore Stefano Pontecorvo. Piano piano si arriva a dama e prende corpo il futuro governo italiano.

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