Leopolda e Matteo Renzi: ‘Ecco la nostra contro-manovra’

La seconda giornata della Leopolda è iniziata ma i fari sono puntati sulla conclusione di un venerdì fiorentino incentrato sulla questione economica. Matteo Renzi dal palco ha presentato la cosiddetta contro-manovra: il deficit ridotto al 2,1% nel 2019, all’1,8% nel 2020 e all’1,5% nel 2021.

Le misure dette dall’ex premier prevedono anche il recupero dei tagli fatti ad Ace, Ecobonus e Iri; l’abolizione dell’imposta di registro, la riapertura del progetto Casa Italia, la cancellazione dell’Irap e dal 2020 un assegno universali per i figli, per i lavoratori autonomi e per gli incapienti.

Mancano troppi cervelli – dice Renzi dal palco riportato dal sito di Repubblica – non è che ci sono troppe manine. Altri pensano ad attaccarci ma io non risponderò. Abbiamo fatto tanto ma ora bisogna farla finita. Il Governo è ancora in tempo per fermarsi e accettare le nostre proposte. Solo così lo spread si dimezzerebbe immediatamente. Lo dico in parole povere: stiamo rischiando l’osso del collo.

 Insieme a Matteo Renzi sul palco della Leopolda c’era anche l’ex ministro dell’Economia, Piercarlo Padoan: ‘La direzione in cui sta andando il Paese preoccupa molto ma spaventa anche la velocità con cui sta avvenendo tutto questo e lo spread è un chiaro segnale. Con questo governo l’Italia si è autotassata per svariati miliardi. La direzione è quella sbagliata e ciò che preoccupa è che forse nessuno sta guidando questa marcia. Si rischia di essere travolti da un’onda in piena. Chi dice  che se arriveremo a quota 400 vedremo cosa fare è un uomo finito ma soprattutto il Paese rischia di essere finito. È questo il motivo per cui abbiamo deciso di fare delle proposte che possano interrompere questo processo.

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