La politica che ha giocato allo stallo

Mentre il virus impazza e colpisce senza tregua, i posti letto negli ospedali vanno verso la saturazione, le terapie intensive si riempiono ogni giorno di più e purtroppo i decessi aumentano, la politica ha giocato allo stallo. Lo scopo? Vedere chi si sarebbe scoperto per primo. Le Regioni hanno assistito inermi fino a che la Lombardia è stata costretta a chiedere misure drastiche con buona pace di Salvini che in modo incosciente fino all’ultimo ha cercato di dissuadere Fontana. Tatticismi fuori luogo, in un momento in cui il nostro Paese sta tornando ai giorni bui della scorsa primavera. E l’opposizione a sua volta è rimasta in attesa delle nuove restrizioni messe in campo dal Governo per criticarle. Gli incidenti di Napoli, ispirati più o meno dalla criminalità e le scaramucce romane, hanno dato l’avviso che i tatticismi e lo stallo pretestuoso della politica e dei partiti è finito. Il Governo ancora una volta ha assunto decisioni forti e si è scontrato con le Regioni. Si chiedono ulteriori e più pesanti sacrifici. L’impatto sull’economia sarà pesante. La crescita ipotizzata dal Ministro dell’Economia Gualtieri e sostenuta dall’Europa, verrà vanificata inevitabilmente dalle nuove misure restrittive varate. La scuola in generale, pagherà ancora un prezzo molto salato al virus e all’incapacità di un Ministro dell’Istruzione, orbo di visione programmatica ed amministrativa in un settore così delicato e fondamentale  per la vita e il futuro del nostro Paese. Se la crisi sanitaria non troverà una via di sbocco positiva, non so fino a quando i cittadini italiani, saranno disposti a condividere con il Governo le misure messe in campo. Del resto che la situazione nel Paese sia grave , lo si capisce dalle parole del Capo dello Stato quando richiama le forze politiche all’unità nazionale. La gente è stanca dei balletti della politica, degli scarica barile; quel modo di restare uniti che aveva caratterizzato i cittadini nella prima fase della pandemia, comincia pericolosamente a venir meno. C’è bisogno di serietà, di chiarezza, di senso di responsabilità, da parte di tutti, ma soprattutto da parte del governo. Non si può andare avanti con i DPCM del signore del lockdown, in arte Prof Giuseppe Conte e con le bozze fatte circolare ore prima, ad arte, per sondare l’umore degli italiani, con la regia occulta del nuovo ‘guru’ della comunicazione istituzionale , Rocco Casalino. Gli italiani sono intelligenti ed hanno bisogno di risposte serie e concrete. I balletti sono finiti.

Andrea Viscardi

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