La Patria chiamata Europa

Ci avviciniamo alle elezioni europee e un senso di frustrazione e di smarrimento sembra pervadere i cittadini, dimenticando la storia e insieme ad essa, i contributi che possiamo dare camminando uniti per risolvere i problemi del presente e riaccendere le speranze per un futuro migliore del mondo, offuscato da ombre ostili e da perenni conflitti. Nel passato l’Europa ha affrontato e risolto attraverso una sapiente mediazione tutti i grandi conflitti che insanguinano e dividono il mondo d’oggi. Sembriamo stupiti delle guerre di religione che insanguinano il Medio Oriente, dimenticando che per secoli il mondo cristiano nel Vecchio Continente, ha vissuto guerre fratricide. Sembra che tutti abbiano dimenticato il nostro duro cammino verso la democrazia, intervallato da esperienze dittatoriali e da guerre che hanno devastato il nostro continente nel secolo scorso, ma alle quali l’UE ha fatto seguire un lungo periodo di pace, il più lungo che la storia ricordi. Senza dimenticare il benessere raggiunto attraverso il mercato comune, la libera circolazione dei cittadini tra uno stato e l’altro. Tra stati che fino a pochi decenni fa si combattevano ferocemente. Per non parlare dello stato sociale raggiunto che non ha pari in nessun altro continente. Da più parti si seminano false illusioni, come il ritorno alle frontiere nazionali, e non diciamo che di fronte a potenze come gli Stati Uniti e Cina nessuno stato europeo da solo sarà in grado di conservare quanto conquistato fino ad oggi. Eppure ci dedichiamo a dividerci il presente senza unirci in modo coeso per programmare il futuro. La colpa è anche dei governi europeisti che fino a d oggi hanno parlato di Europa solo in vista delle elezioni e per assicurare il posto a quei politici trombati alle elezioni nazionali. Hanno sempre di più sminuito il ruolo delle istituzioni comunitarie senza avere la forza di affrontare i grandi temi sul tavolo: dalle regole sul mercato globalizzato, alle diseguaglianze sociali, alle migrazioni alle conseguenze delle nuove tecnologie . Tutto questo unito alla cattiva gestione della crisi economica che ha colpito l’Europa nell’ultimo decennio hanno fatto portato al disamore verso l’UE. Ma tutti siamo consapevoli che non vi può essere alternativa ad un cammino comune se si vuol resistere e non essere schiacciati dalle super potenze o addirittura essere politicamente schiavi ora dell’una ora dell’altra. L’Unione europea è il nostro destino e non l’oggetto di piccoli e miopi disegni politici.

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