La forza di Conte sta nella debolezza dei partiti che lo sostengono

Sembra un paradosso ma è così. Ma questo ci impone di riflettere sullo stato di salute della politica italiana. Non vi è dubbio che il Premier sia diventato il perno del sistema, non solo per aver fatto  due governi di opposto orientamento, ma soprattutto per aver gestito il 2020, anno funesto e disastroso a causa della pandemia, a colpi di DPCM ed ora si accinge anche a gestire il piano del Recovery fund. Il paradosso è che la sua forza nasce dalla debolezza dei partiti che sostengono la maggioranza e dal fatto che lui non ha partiti alle spalle. La debolezza delle forze politiche di maggioranza è di fondo e Conte sa bene che questo lo avvantaggia. La sua posizione di centralità gli consente di sottrarsi al confronto diretto, di prendere decisioni autonome e di comunicarle ai partiti o addirittura ai suoi ministri all’ultimo minuto. E questo protagonismo che potremmo definire solitario, viene premiato dai cittadini che nei sondaggi gli attribuiscono un elevato gradimento. La costante sfiducia nei partiti e nella politica, indubbiamente, gioca a suo favore e lo fa apparire agli occhi degli italiani, quasi un interlocutore diretto e  una risorsa per il Paese. I partiti si sono resi conto di ciò e per questo stanno cercando di riprendersi quel potere che la Carta Costituzionale gli attribuisce su base parlamentare. E questo avviene sia per la gestione del Ricovery found, sia chiedendo di cedere la delega ai Servizi segreti. Ed è paradossale che a chiederlo sia il Senatore ed ex Premier, Matteo Renzi che rappresenta un partito che nei sondaggi non va oltre il 3% e in Parlamento è sovra-rappresentato e quindi dovrebbe temere eventuali elezioni anticipate, che il Presidente della repubblica, ha minacciato in caso di crisi al buio. Eppure il senatore di Rignano Fiorentino si comporta come se non avesse nulla da temere o da perdere. Lo fa per calcolo? Perché sa che ormai non ha più spazi di manovra? Oppure sta solo bluffando? Certamente può contare su alcune circostanze : ad agosto scatta il semestre bianco e il Presidente Mattarella non potrà sciogliere le Camere; di votare prima le forze di maggioranza non ci pensano nemmeno perché in caso di vittoria della destra, quest’ultima deciderebbe l’elezione del prossimo Capo dello Stato. Ad ogni buon conto Conte dovrà affrontare la debolezza dei partiti che lo sostengono e qualunque sia la soluzione, rimpasto, nuova maggioranza estesa a Forza Italia, nuovo governo tecnico o politico, nulla sarà più interessante di sapere cosa ne penseranno gli italiani appena avranno l’opportunità di votare.

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