La Cassazione stabilisce il salario minimo per sentenza. Giuseppe Conte: ‘Una misura di civiltà’

Il governo prende tempo e la Cassazione interviene. Il salario minimo è realtà. Introdotto non da una legge, ma per sentenza. Una decisione destinata a fare la storia – la numero 27711/23 – con la quale i supremi giudici del Palazzaccio hanno stabilito che la retribuzione minima di un lavoratore può essere fissata anche dai tribunali. Perché uno stipendio deve essere effettivamente proporzionato a quanto recita l’articolo 36 della Costituzione: “Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa”.

Da parte sua tutto il Movimento è mobilitato per raccogliere le firme per questa misura di civiltà per 3 milioni di cittadini che prendono paghe da fame. ‘Il Governo non può prenderci in giro parlando dell’inadeguata relazione del Cnel. Tale relazione non cambia la realtà dei fatti. Ci sono paghe da fame che sono sfruttamento e lo dicono anche le ultime sentenze della Cassazione’,  così il leader del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte a margine della sua visita a Foggia. E ancora: “Stiamo contribuendo a sensibilizzare da tutte le parti d’Italia contro le politiche di questo Governo. Sarebbe bello se partisse un primo segnale di insoddisfazione delle comunità locali proprio da Foggia. A Roma eravamo presenti con una nostra delegazione”.

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