Israele sotto attacco di Hamas, centinaia di missili sulla città, alto numero di morti

Una pioggia di missili, almeno 5mila, sono piovuti su 22 località di Israele seminando distruzione e morte. L’attacco a sorpresa di Hamas dalla striscia di Gaza è avvenuto all’alba di sabato 7 ottobre. È poi seguito un attacco via terra: i miliziani hanno fatto irruzione nei territori controllati dagli israeliani uccidendo e facendo ostaggi.

Hamas è l’acronimo di Harakat al-Muqawama al-Islamiyya (Movimento Islamico di Resistenza). Si tratta di un’organizzazione politica e paramilitare palestinese, islamista, sunnita e fondamentalista. Hamas esiste dal 1987 per volontà dello sceicco Ahmad Yassin. Lo scopo è quello di combattere Israele con azioni di guerriglia e di terrorismo. Nella carta costitutiva di Hamas vi è scritto che “non esiste soluzione alla questione palestinese se non nella guerra santa”.

Hamas ha un fronte politico e uno militare. Quello politico governa Gaza dal 2006, dopo l’ampia vittoria alle elezioni legislative. Attualmente l’ala militare è guidata da Mohammad Deif, definito “Il fantasma di Gaza”. C’è lui dietro all’attacco a Israele.

Il timore è che Hamas possa dare seguito alle sue minacce continuando ad attaccare. E che Israele reagisca con ancora maggiore decisione. “Se si arrivasse a un’operazione di terra è innegabile che si rischierebbe un allargamento del conflitto nei Territori, ma anche nelle vicinanze, come il Libano meridionale dove Hezbollah è un attore molto forte”, ha dichiarato  l’analista Giuseppe Dentice, responsabile del desk Mena (Medio Oriente e Nord Africa) del Centro Studi internazionali CeSI.

Israele non è rimasto a guardare: la sua rappresaglia, pesantissima, ha visto anche il coinvolgimento dell’aviazione. Operazione Spade di Ferro è il nome del contrattacco israeliano. Il bilancio dopo 24 ore di guerra è di 400 israeliani morti, i feriti sono  2048, di cui 20 in condizioni critiche e 330 gravi. Risultano ‘dispersi’ in  750 (forse anche ostaggi nei Territori), mentre sul fronte palestinese i morti sarebbero 313 e i feriti 1.990. L’Esercito di Israele fa sapere di aver condotto 500 attacchi su Gaza e di aver ucciso 400 miliziani.

“Questa mattina, durante una visita turistica di un gruppo di israeliani ad Alessandria d’Egitto, un locale ha aperto il fuoco contro di loro, uccidendo due civili israeliani e la guida egiziana locale”. Lo ha fatto sapere il ministero degli esteri a Gerusalemme. “Inoltre – ha aggiunto – c’è un ferito israeliano in condizioni non gravi. Il Ministero e l’Ambasciata al Cairo stanno collaborando con il Consiglio di Sicurezza Nazionale, l’Ufficio del Primo Ministro e l’IDF nei confronti delle autorità egiziane al fine di rimpatriare i cittadini israeliani in Israele il prima possibile”.

Per tutta la giornata del 7 ottobre si è parlato di 50 israeliani trattenuti come ostaggio da Hamas. Poi, in serata, i miliziani hanno dichiarato di avere oltre 160 ostaggi.

Ed è solo l’inizio: “Il fronte si espanderà”, ha annunciato Hamas. Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha proposto un governo di unità nazionale. Il presidente Usa Joe Biden ha definito “inconcepibile” l’attacco a Israele e ha annunciato che gli Usa offriranno il loro supporto. Dalle informazioni disponibili, nessuno fra i 18mila italiani residenti in Israele e nessuno fra i 250 pellegrini e turisti sarebbe in situazione di pericolo. In Italia intanto si è alzata la vigilanza sugli obiettivi israeliani. Il Consiglio di sicurezza Onu ha fissato una riunione d’emergenza per definire una de-escalation.

Fra chi ha dato il suo sostegno ad Hamas per l’attacco del 7 ottobre c’è certamente l’Iran, come ammesso direttamente dai miliziani palestinesi. Il regime di Teheran è stato il primo a rallegrarsi per la riuscita dell’operazione. Dietro alla pioggia di bombe di Hamas potrebbe esserci la volontà dell’Iran di scatenare un conflitto per bloccare il piano di pace fra lo Stato Ebraico e l’Arabia Saudita.

“Secondo un rapporto non ufficiale – riporta il Jerusalem Post in un post su X -, attualmente risultano dispersi circa 750 israeliani”.  L’ala militare di Hamas, le Brigate al Qassam – citate da fonti locali – hanno fatto sapere che gli ostaggi israeliani sono tenuti nei tunnel dell’organizzazione nella Striscia e in “case sicure”.

Dall’inizio della operazione ‘Spade di ferro’ l’esercito di Israele ha condotto 500 attacchi su Gaza ed ha ucciso almeno 400 miliziani di Hamas. Lo ha detto il portavoce Hagari. L’obiettivo di Israele è di evacuare entro le prossime 24 ore tutti i residenti delle cittadine vicino al confino con Gaza.

Il premier israeliano, come detto, lavora per un governo di unità nazionale per superare le crisi e le divisioni che sono seguite alla sua contestata riforma della giustizia. Riforma che ha fatto scappare una quantità di aziende tech da Israele. Secondo Dentice “paradossalmente la guerra potrebbe giocare a suo favore, come del resto è sempre accaduto anche in altri Paesi: uno scontro contro un nemico esterno rafforza i premier in condizioni di difficoltà interna. Per Netanyahu questa guerra potrebbe avere un risvolto favorevole da un punto di vista puramente politico”. Il rischio è che la crisi possa andare avanti ancora a lungo: sarà una guerra “lunga e difficile”, ha dichiarato Netanyahu.

Il massiccio attacco scagliato da Hamas contro Israele si riflette anche sulla comunità ebraica anche in Italia: sebbene al momento non esista un allarme specifico, i presìdi di sicurezza davanti diverse sinagoghe sono stati rafforzati e il tema è stato anche affrontato nel corso di una riunione a Palazzo Chigi sulla situazione in Israele, presieduta dal presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. Il Viminale, inoltre, ha esortato la convocazione di Comitati per l’ordine e la sicurezza dedicati. Meloni è stata chiara: “Particolare attenzione alla sicurezza della comunità ebraica in Italia”

“Nel corso della riunione – ha riferito una nota di Palazzo Chigi – è stato operato un approfondimento di quanto accaduto nelle ultime ore (in Israele, ndr), sia a livello diplomatico che di intelligence. Il governo segue con preoccupazione l’evolversi della situazione, in stretto collegamento con le istituzioni europee e con gli alleati. Particolare attenzione – ha spiegato la nota – viene rivolta alla sicurezza della comunità ebraica presente sul territorio nazionale”. Al vertice hanno partecipato i ministri degli Esteri, Antonio Tajani, dell’Interno Matteo Piantedosi, della Difesa Guido Crosetto, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano, i vertici dell’intelligence e l’ambasciatore Francesco Maria Talò, consigliere diplomatico del premier.

Anche se sul piano dell’analisi preventiva della situazione al momento non risultano allarmi specifici, l Viminale ha allertato le prefetture perché convochino i Comitati provinciali per l’ordine e la sicurezza pubblica, coinvolgendo i presidenti delle comunità ebraiche locali, in vista di un rafforzamento delle misure di protezione agli obiettivi ebraici sensibili in tutta Italia. In varie città riunioni in corso e misure già rafforzate per sinagoghe e scuole Da Milano giunge  la notizia di  riunioni  in corso. La questura di Roma, poi, ha fatto sapere di aver “rafforzato i servizi di sicurezza a tutela degli obiettivi israeliani sensibili nella Capitale, dopo gli attacchi da parte di Hamas a Israele”. Una notizia analoga è arrivata da Trieste, dove la misura è stata adottata anche per la scuola ebraica. Le cronache da Modena hanno riferito di una preoccupazione strisciante nella comunità, quelle dal ghetto di Roma di un clima surreale nel quale, complice lo Shabbat, in giro si vedono solo turisti.

Sono circa 18mila gli italiani che vivono in Israele e 250 quelli che si trovano nel Paese temporaneamente. Una ventina, poi, si trovano nella Striscia di Gaza. La Farnesina li ha contattati tutti, dopo il violentissimo attacco missilistico e le incursioni sul campo di Hamas, che hanno portato il premier Benjamin Netanyahu a parlare di “guerra”.

”La nostra unità di crisi, l’Ambasciata italiana a Tel Aviv ed il consolato d’Italia a Gerusalemme stanno seguendo minuto per minuto l’evolversi della situazione e stanno invitando alla prudenza tutti i cittadini italiani che sono lì. Quelli che vivono in Israele, alcuni dei quali hanno il doppio passaporto, sanno quello che devono fare e ci siamo concentrati soprattutto su quelli che non vivono in Israele. Tutti quanti hanno ricevuto dei messaggi”, ha spiegato il ministro degli Esteri Antonio Tajani, condannando fermamente l’aggressione e ribadendo il sostegno ad Israele, che ha “il diritto a esistere e difendersi”.

“Ringrazio tutto il personale diplomatico e l’unità di crisi della Farnesina per aver prontamente contattato tutti gli italiani registrati in Israele”, ha scritto su X il vicepremier, sottolineando che “il numero dell’Unità di crisi in caso di necessità è sempre operativo”. La Farnesina ha invitato tutti i connazionali presenti nel Paese a segnalare eventuali emergenze o difficoltà all’Ambasciata italiana a Tel Aviv (tel. +972 54 8803940), al Consolato Generale a Gerusalemme (tel. +972 505 327166; +972547688399) e all’Unità di Crisi del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (tel: +39 0636225). Tutti i connazionali presenti in Israele sono stati inoltre invitati a scaricare e attivare la App “Unità di Crisi”, compresa la funzione di geolocalizzazione. In alternativa è disponibile anche il sito www.dovesiamonelmondo.it.

L’aeroporto è chiuso, così come tutti i checkpoint. È un continuo di chiamate al telefono fra amici e colleghi per capire come evolverà la situazione, ma – ha spiegato – si teme il peggio”.

È salito a oltre cento morti il bilancio delle vittime dei “cinquemila razzi” lanciati da Gaza da Hamas, mentre i feriti sono 740. Tra le vittime anche il presidente del Consiglio regionale di uno dei due settori delle comunità israeliane vicino alla Striscia.

Nel frattempo, la polizia ha fatto sapere che «sono circa 60 i terroristi di Hamas penetrati in 14 luoghi di Israele» lungo il confine con Gaza, mentre fonti non confermate riportano che i miliziani armati palestinesi avrebbero preso il controllo di tre kibbuz.

«Il governo italiano – si legge in una nota di Palazzo Chigi – segue da vicino il brutale attacco che si sta svolgendo in Israele. Condanna con la massima fermezza il terrore e la violenza contro civili innocenti in corso. Il terrore non prevarrà mai. Sosteniamo il diritto di Israele a difendersi».

Una posizione ribadita in una nota della Farnesina dal ministro degli Esteri, Antonio Tajani: «Il governo condanna con la massima fermezza gli attacchi a Israele. Sono a rischio la vita delle persone, la sicurezza della regione e la ripresa di qualsiasi processo politico. Hamas cessi subito questa barbara violenza. Sosteniamo il diritto di Israele ad esistere e difendersi».

Donne israeliane come prede di guerra, in video raccapriccianti, che stanno circolando in queste ore sui Social, pubblicati da Hamas. In un video si vede una ragazza insaguinata che viene presa per i capelli e caricata su una camionetta dai terroristi di Hamas. Al grido di Allah Akbahr la ragazza viene fatta spostare sul sedile posteriore da un energumeno armato di mitragliatore.

In un altro video, ancora più impressionante, si vede il corpo di una ragazza denudata e inanimata su una camionetta con gli esponenti di Hamas seduti sopra di lei.

In un altro video, un terrorista di Hamas incappucciato posa con una anziana israeliana sulla sedia a rotelle, costretta in maniera grottesca a imbracciare a fare il segno della vittoria e tenere in braccio il mitragliatore.

Hamas non ha risparmiato neanche le ambulanze. In un altro video mostra il lancio di una bomba da un drone su un’ambulanza militare vicino al confine di Gaza. Nell’impatto, sono rimasti feriti membri delle truppe israeliane, come riporta Times of Israel.

Il premier israeliano annuncia la risposta: “Hamas pagherà un prezzo mai visto. Cittadini di Israele siamo in guerra e non è solo un’operazione, è proprio una guerra”.  Netanyahu aggiunge  di aver dato l’ordine all’esercito di richiamare i riservisti. “Risponderemo alla guerra con irruenza e un’ampiezza che il nemico non ha conosciuto finora. Il nemico – ha sottolineato – pagherà un prezzo che non ha mai dovuto pagare. Vinceremo”.

Un altro video mostra almeno tre uomini in abiti civili, chiaramente spaventati, trattenuti da un gruppo di uomini armati con i volti sfocati, affermando che si tratta di “nemici” catturati durante l’offensiva contro Israele lanciata in mattinata. “Immagini di (membri delle) Brigate al-Qassam che catturano diversi soldati nemici durante la battaglia (operazione) ‘Inondazione di Al-Aqsa’”, recita una frase su sfondo nero all’inizio del video, senza audio. I cartelli in ebraico sullo sfondo lasciano immaginare che il video sia stato girato sul lato israeliano del valico di Erez tra Israele e la Striscia di Gaza.

La guerra a Israele avviene anche sui Social, come conferma la scelta del movimento palestinese Hamas di pubblicare filmati che mostrano alcuni suoi membri mentre catturano un certo numero di militari israeliani durante un attacco ad una base militare al confine con la Striscia di Gaza questa mattina. Al momento le forze di difesa israeliane (Idf) non hanno confermato il presunto rapimento dei militari. In precedenza, Hamas ha riferito di aver rapito 35 israeliani residenti a ridosso della Striscia di Gaza. Il bilancio dell’escalation di violenza è di 545 feriti e 22 morti, secondo le autorità sanitarie israeliane.

Un altro video mostra almeno tre uomini in abiti civili, chiaramente spaventati, trattenuti da un gruppo di uomini armati con i volti sfocati, affermando che si tratta di “nemici” catturati durante l’offensiva contro Israele lanciata in mattinata. “Immagini di (membri delle) Brigate al-Qassam che catturano diversi soldati nemici durante la battaglia (operazione) ‘Inondazione di Al-Aqsa’”, recita una frase su sfondo nero all’inizio del video, senza audio. I cartelli in ebraico sullo sfondo lasciano immaginare che il video sia stato girato sul lato israeliano del valico di Erez tra Israele e la Striscia di Gaza.

“Seguo con apprensione e dolore quanto sta avvenendo in Israele, dove la violenza è esplosa ancora più ferocemente provocando centinaia di morti e feriti”, ha detto papa Francesco all’Angelus.

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