Il sogno accarezzato dalla Meloni si scontra con alcuni potenti ostacoli

Il progetto e/o sogno del Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, di creare una forza politica conservatrice e moderna si scontra con alcuni potenti ostacoli non previsti ne’ da lei,  ne’ dai suoi collaboratori. Il primo dipende dai suoi compagni di viaggio, il secondo dalla mancanza di una cultura politica e di governo all’altezza di tale sogno/ambizione/ progetto. Il terzo e’ dovuto a quella sorta di dipendenza reciproca che caratterizza la maggioranza e l’opposizione nel nostro sistema parlamentare, con reciproci condizionamenti. A più di un anno dal suo insediamento, Giorgia Meloni si ritrova una maggioranza di governo litigiosa che la costringe a galleggiare e navigare a vista. Questo finisce per offuscare l’immagine  e sminuire la credibilità del progetto/ sogno. La mancanza di cultura politica come accennato e’ l’altro grande ostacolo e direi un grave handicap. Non può un progetto così ambizioso accompagnarsi ad una idea novecentesca di Stato corporativo. Anziché creare concorrenza e libero mercato, scommettendo sulla creatività degli italiani che hanno voglia di fare impresa in qualunque campo, ma liberi da lacci e lacciuoli, da piani strategici e sovvenzioni, ossia  da un sistema limitativo della concorrenza. Quindi statalismo e corporativismo  soffocanti e frutti di una cultura
mai abiurata. Ma questo è una patologia che non affligge, in Italia solo la destra ma anche la sinistra. Quindi riprendendo il concetto di reciproca dipendenza tra destra e sinistra con conseguenti reciproci condizionamenti dei loro governi, il loro superamento può avvenire solo con la nascita a destra di un nuovo partito conservatore e moderno e a sinistra di un partito socialdemocratico ed europeista. Abbiamo uno scenario che ci mostra un’Italia corporativa che si difende dalla concorrenza e dal libero mercato, arroccandosi nel suo fortino e difesa da inconsapevoli armigeri. Molti lettori si chiedono a questo punto quale potrebbe essere la soluzione. Rispondo che più che soluzione è questione di visione verso il futuro con un attento ed analitico sguardo al passato. A nostro avviso, modesto e sommesso, non potrà mai esistere una destra e una sinistra degne ciascuna dei propri valori fondanti, senza l’esistenza di un centro. Il centro in politica come in geometria fa da equilibrio ed in politica frena ed elimina gli estremismi di destra e sinistra, spinge i poli opposti a modernizzarsi e a confrontarsi e non appiattirsi sulla difesa di un sistema ormai obsoleto e non al passo con i tempi . Certo non si può negare che nelle opposte fazioni ci sia chi l’abbia inteso, ma avrà la forza di di influenzare il sogno/ progetto che si prova a portare avanti? Occorre giocoforza rafforzare le istituzioni e liberare le forze politica da quelle ragnatele novecentesche che le avvolgono, sia a destra che a sinistra, perché il futuro è incerto e la tenuta democratica incomincia a scricchiolare. La realtà è che in Occidente nessun progetto autoritario può soppiantare le democrazie a meno che non cambino le condizioni internazionali. Se dovesse accadere si correrebbe, a quel punto, il rischio di svolte autoritarie. Solo quindi , solide ed equilibrate istituzioni sarebbero l’ultimo baluardo contro ogni deriva autoritaria.
Andrea Viscardi

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