Una veduta di Palazzo Chigi dove è in corso un nuovo vertice di governo sul testo del decreto di Agosto, Roma 6 agosto 2020. MAURIZIO BRAMBATTI/ANSA

Governo Meloni, ecco la lista dei viceministri e sottosegretari

Il consiglio dei ministri ha approvato la lista di viceministri e sottosegretari. Il cdm ha nominato trentanove sottosegretari, nel rispetto dei limiti previsti dalla legislazione vigente. Dei nuovi sottosegretari, otto assumeranno le funzioni di viceministro, con deleghe che saranno successivamente loro attribuite.

Ha inoltre approvato il decreto unico sulle misure per il Covid, quelle contro i rave party illegali e quelle sul carcere ostativo. Tra le misure c’è anche il rinvio al 30 dicembre dell’attuazione della riforma Cartabia. “Il governo è al completo, c’è grande spirito di collaborazione”, afferma il ministro Francesco Lollobrigida.

C’è anche Vittorio Sgarbi nella lista dei sottosegretari. Sarà sottosegretario alla Cultura. Una nomina per la quale il cantante Morgan si mostra entusiasta e dichiara: Vittorio Sgarbi è stato nominato sottosegretario alla cultura.  “La nomina di Sgarbi è stata una prova di grandissima intelligenza da parte del Governo. La Meloni ha fatto la scelta giusta e di questa scelta devono essere contenti tutti, non solo quelli schierati a favore del Governo perché ne trarranno benefici tutti gli italiani”.

Questa la lista dei sottosegretari: 14 sottosegretari e 2 viceministri sono di FdI

Esteri: Edmondo Cirielli (viceministro) Giorgio Silli e Maria Tripodi; agli Interni: Emanuele Prisco, Wanda Ferro, Nicola Molteni. Giustizia: Francesco Paolo Sisto (viceministro) Andrea Delmastro Delle Vedove, Andrea Ostellari. Difesa: Isabella Rauti e Matteo Perego; Economia: Maurizio Leo (viceministro) Lucia Albano, Federico Freni e Sandra Savino. Imprese e made in Italy: Valentino Valentini (viceministro) Fausta Bergamotto, Massimo Bitonci. Ambiente e sicurezza energetica: Vannia Gava (viceministro) Claudio Barbaro. Agricoltura: Patrizio La Pietra e Luigi D’Eramo. Infrastrutture e trasporti: Galeazzo Bignami (viceministro), Edoardo Rixi (viceministro),  Tullio Ferrante. Lavoro e politiche sociali: Maria Teresa Bellucci (viceministro), Claudio Durigon; Istruzione: Paola Frassinetti. Università e ricerca: Augusta Montaruli. Cultura: Gianmarco Mazzi, Lucia Borgonzoni e Vittorio Sgarbi. Salute: Marcello Gemmato.

Sottosegretari alla presidenza del Consiglio: Alessio Butti (Innovazione) Giovanbattista Fazzolari (Attuazione del programma) Alberto Barachini (Editoria) Alessandro Morelli (Cipe). Giuseppina Castiello e Matilde Siracusano (rapporti con il Parlamento)

Nove sottosegretari e due viceministri espressione della Lega

Due viceministri e nove sottosegretari sono della Lega. Questa la composizione della squadra del carroccio. Viceministri: Edoardo Rixi (Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità sostenibile); Vannia Gava (Ministero della Transizione Ecologica). Sottosegretari: Nicola Molteni (Ministero dell’Interno); Lucia Borgonzoni (Ministero della Cultura); Andrea Ostellari (Ministero della Giustizia); Luigi D’Eramo (Ministero dell’Agricoltura, Sovranità Alimentare e Forestale); Giuseppina Castiello (Dipartimento per i Rapporti con il Parlamento); Massimo Bitonci (Ministero dello Sviluppo Economico); Alessandro Morelli (Dipartimento per la programmazione e il coordinamento della politica economica); Claudio Durigon (Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali); Federico Freni (Ministero dell’Economia e delle Finanze).

Sei sottosegretari e due viceministri sono di Forza Italia

Questa la squadra di Forza Italia: Matilde Siracusano ai Rapporti con il Parlamento, Maria Tripodi agli Esteri, Sandra Savino al Mef, Matteo Perego alla Difesa, Alberto Barachini all’Editoria, Tullio Ferrante alle Infrastrutture. Due i viceministri, Valentino Valentini al Mise e Francesco Paolo Sisto alla Giustizia.

Meloni ha assicurato che per la scelta dei sottosegretari ha usato il criterio del merito. “Ci sono state valutazioni nel merito ma io non ho incontrato problemi. Il criterio era di individuare le persone migliori per determinati incarichi, ovviamente facendo delle mediazioni. C’era il tema di rappresentanza femminile e quella territoriale, non è mai un lavoro facilissimo, ma noi abbiamo fatto tutto in poche ore e dove ho avuto dei dubbi, non ho avuto problemi a farli presenti e ad avere risposte positive”.

Silvio Berlusconi riesce a spuntare 6 sottosegretari e 2 viceministri, ma perde tre dei suoi super favoriti: il coordinatore regionale in Calabria Giuseppe Mangialavori, fedelissimo di Licia Ronzulli, l’ex governatore Ugo Cappellacci, suo uomo in Sardegna, e Paolo Barelli, capogruppo uscente alla Camera e amico di Antonio Tajani. I primi due sarebbero rimasti fuori a causa delle resistenze di Giorgia Meloni legate a vicende processuali: il nome di Mangialavori era emerso in una in inchiesta su un clan ‘ndranghetista, anche se lui non è mai stato indagato, e Cappellacci sarebbe a processo per corruzione e peculato. Anche su Barelli, secondo alcune fonti parlamentari di centrodestra, sarebbero state espresse perplessità di questo tipo.

Vittorio Sgarbi,  ricompensato per il sacrificio in campagna elettorale nel collegio di Bologna. Si nota, invece, l’assenza di Maurizio Lupi, già lasciato fuori dalla compagine ministeriale, che ha probabilmente deciso di non entrare nella partita dei vice ministri e dei sottosegretari.

In definitiva, la composizione del sottogoverno mostra tutta la natura politica dell’esecutivo Meloni, fondata su un patto rigoroso tra partiti. Una spartizione col bilancino, che sacrifica i tecnici a favore di un vigoroso ritorno della politica. Un modus operandi utile a cementare sia la coalizione che i partiti al loro interno. Berlusconi ottiene posti strategici, Salvini piazza i leghisti più leali, Meloni soddisfa i vecchi colonnelli e al tempo stesso promuove qualche nuova leva. Il tempo dirà se il ritorno della politica da destra sarà all’altezza del governo del paese in un momento così delicato.

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Tarquinio, ex direttore dell’Avvenire, quotidiano Cei, oggi europarlamentare, sposa le posizioni Pd sull’aborto nel G7

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