Forte agitazione in Fratelli d’Italia: ‘Richiesta di dimissioni per Daniela Santanchè’

Daniela Santanché potrebbe presto dimettersi da ministra del Turismo, sollecitata a farlo dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni. All’interno di Fratelli d’Italia c’è forte agitazione per le vicende giudiziarie che riguardano Santanché, indagata per truffa all’Inps e falso in bilancio: il timore è che i guai con la legge della ministra possano far perdere consensi al partito alla vigilia delle elezioni europee, in programma l’8 e il 9 giugno.

La ministra Santanché risulterebbe indagata, dalla  Procura della Repubblica di Milano,  per truffa ai danni dell’Inps. Durante la pandemia, le sue società Visibilia Editore e Visibilia Concessionaria avrebbero messo in cassa integrazione tredici dipendenti, costringendoli però a lavorare ugualmente.

Lo scorso venerdì la Procura di Milano ha notificato a Santanchè l’avviso di conclusione delle indagini per il filone che riguarda la presunta truffa ai danni dell’Inps messa in atto dalla società Visibilia, di cui la ministra era amministratrice.

Ora i legali della ministra hanno venti giorni di tempo per presentare eventuali memorie difensive o richiedere un interrogatorio. Dopodiché la Procura potrebbe formalizzare la richiesta di rinvio a giudizio per Santanchè. L’eventuale rinvio a giudizio potrebbe quindi arrivare in piena campagna elettorale per le europee.

A proposito dell’indagine per truffa, la ministra ha fatto sapere che per ora non prende in considerazione l’ipotesi di dimettersi dal dicastero del Turismo: “Dopo la decisione del giudice dell’udienza preliminare, per rispetto del governo e del mio partito farò una seria e cosciente valutazione di questa vicenda”.

Santanchè ha comunque assicurato la propria “estraneità a ogni decisione societaria relativa alle modalità della messa in cassa integrazione di alcuni dipendenti” e ha ricordato che il fatto contestato è “antecedente” alla sua nomina a ministra.

Dopo Pasqua dovrebbe chiudersi anche un’altra inchiesta, sempre condotta dai pm di Milano: quella che vede Santanchè indagata per falso in bilancio (rispetto ai conti di Visibilia).

Le indagini per falso in bilancio e bancarotta sulla società Visibilia, di cui Santanché è stata fondatrice e presidente. Il suo successore, Luca Ruffino, si è suicidato lo scorso 5 agosto in circostanze ancora da chiarire.

La Guardia di Finanza avrebbe ricevuto l’incarico da parte della Procura della Repubblica di Milano di indagare sulla compravendita della villa in Versilia che fu del sociologo Francesco Alberoni. A insospettire gli inquirenti è il fatto che l’immobile è stato acquistato e rivenduto un’ora dopo dal compagno di Daniela Santanché e della moglie di Ignazio La Russa.

I magistrati milanesi sarebbero a un punto di svolta nell’indagine che vede al centro la compravendita della villa di Alberoni a Forte dei Marmi. L’ipotesi è che dietro quell’operazione immobiliare ci fosse, in realtà, un’attività di riciclaggio volta a reperire fondi per la società Visibilia Editore, già di proprietà dell’attuale ministra del Turismo Santanché, e sommersa dai debiti.

L’immobile sarebbe infatti stato acquistato a gennaio del 2023 da Dimitri Kunz D’Asburgo, compagno di Daniela Santanché, e da Laura De Cicco, moglie del Presidente del Senato Ignazio La Russa al prezzo di 2,45 milioni di euro. Dopo neanche un’ora dall’atto notarile, la villa sarebbe stata rivenduta all’imprenditore Antonio Rapisarda per 3,45 milioni. A insospettire gli inquirenti sono proprio le tempistiche, molto brevi, con cui sarebbe avvenuta la compravendita.

Intanto la moglie di La Russa a un giornalista di  ha dichiarato:

“La mia partecipazione all’acquisto e rivendita della casa del compianto professor Alberoni è avvenuta tutta alla luce del sole e la plusvalenza a me riferibile – assai inferiore a quanto si legge, detratte tasse e spese per professionisti, notaio, manutenzione e miglioramento della villa da rivendere – è stata da me incassata ed è sempre rimasta nella mia disponibilità. Dall’inizio della trattativa per l’acquisto avvenuta su proposta dello stesso prof. Alberoni, al giorno del rogito, è trascorso un anno e non un giorno ed è passato quasi metà anno dal preliminare di vendita col contestuale versamento al prof. Alberoni di una parte cospicua del prezzo convenuto dallo stesso professore in base ad una perizia da lui fatta fare. Il prezzo è stato fissato dallo stesso professore in guisa tale da invogliare all’acquisto a patto di poter avere già al preliminare parte non marginale del prezzo che gli era necessario per liberare i numerosi coeredi comproprietari dell’immobile ereditato”.

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