Mario Draghi sarà il prossimo presidente del Consiglio Europeo?

Mario Draghi, viene dipinto dalla stampa politica americana  come possibile leader del Consiglio Europeo.

L’attuale presidente del Consiglio europeo è Charles Michel, un esponente del Movimento Riformatore (MR), partito belga membro del Partito dell’Alleanza dei Liberali e dei Democratici per l’Europa. Michel ha assunto l’incarico il 1º dicembre 2019 e, in seguito, è stato rieletto presidente per un secondo mandato di due anni e mezzo il 24 marzo 2022.  Durante il suo mandato, presiede e coordina i lavori del Consiglio europeo, contribuendo alla definizione dell’agenda dell’UE e rappresentando l’Unione europea nelle relazioni esterne. Le speculazioni sono numerose riguardo alla potenziale successione del belga Charles Michel da parte dell’ex Primo Ministro italiano, Mario Draghi, nel guidare il Consiglio Europeo. L’ex presidente della Banca Centrale Europea ha ricevuto significativi sostegni da influenti organi di informazione internazionali, che esortano le istituzioni europee e gli Stati membri a designare Draghi come successore di Michel.

Meloni: “Avere un riferimento di questo calibro nelle istituzioni europee ci aiuterebbe non poco come Paese”.

Mario Draghi ha ricevuto un endorsement notevole da Politico.eu, l’edizione europea dell’outlet giornalistico americano “Politico”, che copre gli affari politici all’interno dell’Unione Europea, con sede a Bruxelles.

Politico ha sostenuto inequivocabilmente l’ex primo ministro italiano per l’era post-Charles Michel. L’influente organo di informazione nota che sia a Bruxelles che nelle capitali dell’Ue, c’è un ampio riconoscimento che “l’esperimento Michel” – riferendosi al mandato dell’attuale presidente, Charles Michel – “è stato un fallimento. Questo ha portato a una crescente sensazione che il Consiglio sarebbe meglio guidato da un politico verso la fine della sua carriera politica, uno che abbia statura, un’identità europea chiara”.

Il profilo di Draghi, continua l’organo di informazione, “sarebbe adatto a questo scopo e contribuirebbe a ripristinare l’equilibrio tra le due istituzioni più potenti dell’UE”, il Consiglio e la Commissione europea.

L’attuale Presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, ha iniziato il suo primo mandato il primo dicembre 2019 ed è stato rieletto per un secondo mandato di due anni e mezzo il 24 marzo 2022. Mario Draghi potrebbe potenzialmente essere designato come il prossimo Presidente del Consiglio europeo.

L’ex Primo Ministro belga ed ex sindaco di Wavre, una città vicino a Bruxelles, è di recente finito al centro di polemiche per la sua decisione di candidarsi alle prossime elezioni europee e di dimettersi anticipatamente dal suo ruolo di Presidente del Consiglio europeo.

Charles Michel si candiderà alle elezioni del Paralmento europeo: una scelta che gli imporrà, in caso di elezione, un ritiro anticipato dal suo ruolo al vertice dell’istituzione che riunisce i capi di Stato e di governo della Ue. Ad annunciarlo è stato lo stesso Michel, in un’intervista rilasciata a tre quotidiani belgi. I leader dell’Ue potrebbero discutere della scelta di un suo sostituto alla fine di giugno o all’inizio di agosto, ha dichiarato.

«È relativamente facile organizzare la successione», ha dichiarato, anche se lo scenario di un suo passo indietro sta creando più di una preoccupazione a Bruxelles. Il Financial Times scrive che la sua uscita di scena potrebbe ampliare i margini di manovra del premier ungherese Viktor Orbán, ritenuto una delle spine nel fianco dell’integrazione comunitaria e dell’armonia sulle politiche condivise dei 27.

Michel farà campagna elettorale come capolista del partito liuberale Movimento riformista belga (MR) per le elezioni del 9 giugno. Ha descritto il 2024 come un anno di estrema importanza in Europa e nel resto del mondo. «Il progetto europeo è a un bivio ed è necessario rafforzare la legittimità della democrazia europea», ha affermato, giustificando così la scelta di ricoprire un ruolo attivo nella competizione elettorale: «Vorrei far parte della squadra di chi costruisce il progetto europeo e mi propongo di continuare a servirlo».

Una candidatura che ha dovuto ritirare il 26 gennaio 2024: “Non voglio che le polemiche ci distraggano dall’essenziale e danneggino l’istituzione che presiedo, e quindi il progetto europeo”, ha spiegato Michel, ammettendo di aver sottovalutato “la portata e la radicalità di alcune reazioni negative all’annuncio della sua candidatura”.

Il sostegno a Draghi si basa principalmente sul suo approccio determinato durante la crisi dell’eurozona, quando la sua famosa dichiarazione “whatever it takes” ha contribuito a stabilizzare la regione. Politico.eu sottolinea che i leader dell’Ue dovrebbero adottare lo stesso spirito resiliente per affrontare le sfide future del blocco.

Con l’Unione Cristiano-Democratica tedesca che ha nominato Ursula von der Leyen come candidata del Partito Popolare Europeo per le prossime elezioni europee, Politico.eu suggerisce che la sua conferma sia quasi inevitabile.

Il vero interesse si concentra sulla selezione del successore di Charles Michel. Non mancano le sfide. Politico.eu evidenzia la preoccupazione riguardo alla profonda autonomia di Draghi e chi potrebbe esercitare un controllo su di lui. Nonostante questo, l’articolo sottolinea che il profilo di Draghi sarebbe adatto a ristabilire l’equilibrio tra le istituzioni più potenti dell’UE e affrontare le sfide in un momento critico per il futuro dell’Unione.

La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha di recente risposto a una domanda sulla possibile candidatura di Mario Draghi invece alla presidenza della Commissione Europea in sostituzione di Ursula Von der Leyen. Ha subito risposto dicendo che è impossibile discutere chi potrebbe guidare l’istituzione in futuro.

Meloni ha sottolineato i meccanismi regolatori a livello europeo e ha ribadito che Draghi stesso ha dichiarato di non essere disponibile, elementi che devono essere presi in considerazione. Pur essendo contenta della collaborazione di Draghi con Bruxelles sul mercato interno, ha affermato che concentrarsi sui possibili nomi per la presidenza della Commissione e per i Commissari è più utile per il dibattito sulla stampa, mentre il vero tema dovrebbe riguardare le azioni e gli obiettivi della Commissione stessa.

La Presidente del Consiglio ha espresso il desiderio di una Commissione più forte durante le crisi, determinata sulle strategie per evitare nuove dipendenze pericolose, ferma sull’immigrazione illegale e sulla difesa dei confini esterni, nonché capace di armonizzare la sostenibilità ambientale con quella economica e sociale. Ha sottolineato che l’Italia aspira a un ruolo importante in conformità con il suo peso nella prossima Commissione, ma ha concluso affermando che tutti gli altri ragionamenti sono prematuri.

Proprio lo scorso mese, nel frattempo, la von der Leyen ha annunciato la volontà di rimanere in carica per un nuovo mandato.

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