Scontri in Egitto (foto fonte ansa/EPA/KHALED ELFIQI)
Scontri in Egitto (foto fonte ansa/EPA/KHALED ELFIQI)

Egitto: Il governo vieta le ronde, uno strumento di caccia ai pro-Morsi

Fermare gli scontri ed evitare il rischio di guerra civile.  Ieri alla moschea al Fatah la polizia è intervenuta per salvare alcuni esponenti della Fratellanza Musulmana usciti dall’edificio e presi d’assalto da alcuni civili. Il ministero dell’Interno egiziano ha cosi vietato qualsivoglia costituzione di gruppi di ‘vigilanti’ autocostituiti in una sorta di “comitati popolari usati da alcuni per compiere azioni illegali” Il comunicato farebbe  riferimento alle ronde di autoproclamatisi ‘giustizieri’ a caccia agli islamisti, i sostenitori dell’ex presidente Mohamed Morsi, in qualche caso oggetto di violenze negli ultimi giorni.

Resta alta la tensione a Il Cairo dopo gli scontri dei giorni scorsi e lo sgombero della moschea di Al-Fatah occupata dai sostenitori di Morsi. Ma la situazione nella capitale e nelle altre principali città del paese resta altissima. L’alleanza che sostiene il presidente deposto ha annunciato nuove grandi manifestazioni nella capitale. Nella capitale cortei si muoveranno dalle moschee per dirigersi verso la sede del Corte costituzionale, nel distretto meridionale di Maadi. L’Alleanza per la difesa della legittimità ha convocato una marcia verso piazza Roxy, nel quartiere orientale di Heliopolis, si legge in un messaggio su facebook del Partito Liberta’ e Giustizia, braccio politico dei Fratelli Musulman. E non è escluso che possa essere una nuova giornata ricca di scontri e di sangue. Il Paese è ormai sull’orlo di una guerra civile. Una situazione esplosiva che potrebbe avere ripercussioni negative in tutto il bacino del Mediterraneo. L’Ue si muove e annuncia la revisione delle sue relazioni con l’Egitto.

Le mosse dell’Ue. Van Rompuy e Barroso annunciano che l’Ue rivedrà le relazioni con l’Egitto e mettono in guardia da un’escalation che avrebbe ‘conseguenze imprevedibili’. “L’Ue, insieme agli Stat membri, rivedrà urgentemente le relazioni con l’Egitto nei prossimi giorni e adotterà misure per perseguire questi obiettivi”, si legge in una nota. “Non si possono giustificare la violenza e gli omicidi degli ultimi giorni. I diritti umani vanno rispettati. I prigionieri politici devono essere liberati”, prosegue il comunicato. I due presidenti avvertono che un’ulteriore escalation di violenza potrebbe avere “conseguenze imprevedibili” per l’Egitto e per la regione. “Le richieste di democrazia e di libertà fondamentali del popolo egiziano non possono essere disattese, e ancora meno lavate nel sangue”, ammoniscono Van Rompuy and Barroso. E’ “fondamentale che le violenze cessino immediatamente, non c’e’ alternativa al dialogo”, affermano. “In collaborazione con i suoi partner internazionali e regionali l’Ue resterà fermamente impegnata negli sforzi di promozione della fine della violenza, della ripresa di un dialogo politico e per il ritorno al processo democratico”, conclude l’Ue.

Bonino: Mettere al bando i Fratelli Musulmani porterebbe terrorismo. Mettere al bando i Fratelli musulmani avrebbe conseguenze ‘devastanti’ e significherebbe ‘mandarli in clandestinità rischiando di potenziare l’estremismo dei gruppi’. E’ il monito del ministro degli esteri Bonino che in un’intervista alla Stampa invita a ‘riposizionare la politica europea’ verso l’Egitto ma non si fa illusioni: le leve che l’Ue ha in mano, 500 milioni di euro in aiuti per Il Cairo, rischiano di sembrare pulci davanti ai mezzi che possono usare il Qatar o l’Arabia Saudita’.

Sciogliere Fratelli Musulmani. Il primo ministro egiziano Hazem el-Beblawi ha proposto lo scioglimento dei Fratelli Musulmani e il governo sta valutando se sussistono i ‘mezzi giuridici’. Lo conferma di questo progetto arriva da Sherif Shauqi, un portavoce, spiegando che la proposta di Beblawi è al vaglio del ministero degli Affari sociali. La Fratellanza fondata nel 1928 da Hasan el Bana, fu dichiarata illegale nel 1954 da Gamal Abdel Naser, per tornare nella legalità dopo la destituzione di Hosni Mubarak con la rivoluzione del 2011.

Per le autorità egiziane il Paese sta “affrontando una guerra contro il terrorismo, contro le forze dell’estremismo e della violenza” e gli egiziani sono più uniti che mai, sottolinea il consigliere del presidente a interim Adly Mansour, Mostafa Hegazy. “Estremismo e violenza saranno affrontati con misure di sicurezza”. Il popolo egiziano, ha spiegato Hegazy, “è sceso in strada contro il fascismo teocratico dei Fratelli Musulmani, i cui leader hanno impedito una soluzione negoziata della crisi”.

Moschee chiuse dopo la preghiera. Il governo ha deciso la chiusura delle moschee del Cairo dopo l’ultima preghiera della giornata alle 20.15. Questa scelta è stata giustificata “per impedire attività estremiste all’interno” ha spiegato il sottosegretario del ministero per gli Affari religiosi (Wakfs), Mohamed Abdel Razek, sottolineando che la sorveglianza della direttiva nei luoghi di culto sarà assicurata da funzionari del suo dicastero.

Bilancio degli scontri. Secondo il governo il numero delle vittime negli scontri tra le forze dell’ordine e i supporters di Morsi sono 173. A Il Cairo le vittime sono state 93 mentre in tutto il Paese i feriti, secondo il ministero della Sanità, è di 1.330. Fino ad ora, invece, le persone arrestate in tutto l’Egitto sono 1004.

Stop voli. Italiani rientrano. I turisti italiano fanno ritorno a casa, almeno mille, a bordo di voli charter, hanno raggiunto l’aeroporto Leonardo Da Vinci di Roma. Da Milano e Fiumicino i voli sul Mar Rosso sono tutti sospesi. Gli aerei partono vuoti per riportare a casa gli italiani in vacanza nei resort di Sharm El Sheikh e a Marsa Alam. Oltre 700 passeggeri in partenza dall’aeroporto romano che dovevano recarsi nelle località turistiche nel Mar Rosso sono stati costretti a rinunciare alla vacanza.  Alitalia invece non ha cambiato il proprio operativo dei voli da e per l’Egitto. In una nota la compagnia di bandiera conferma che “i collegamenti con Il Cairo sono al momento regolari”.

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