D’ora in poi a Conte è vietato sbagliare

Finalmente siamo al via libera, con tutte le regole del caso. Tutti gli italiani attendevano questo momento, ma per uno strano destino che perseguita questo Paese, da qualche anno, ci siamo arrivati con una lite tra Governo e Regioni , questo a causa della lentezza dell’esecutivo nazionale che versa in uno stato di totale confusione, stretto dalle raccomandazioni/imposizioni del CTS( Comitato tecnico scientifico) da una parte e dalle ribellioni delle Regioni dall’altra, che a giusta ragione recriminano efficienza e velocità nel comunicare le linee guida. A tutt’oggi a poche ore dalla riapertura il famigerato DPCM non è stato ancora comunicato ufficialmente agli enti territoriali, tant’è che qualche Governatore, nell’incertezza pare voglia rinviare l’apertura di qualche giorno. De Luca docet. Ma un Paese che riparte avrebbe avuto bisogno di un governo diverso, che parlasse con la ragione e non con proclami o tentativi di mal celate auto celebrazioni mediatiche, alquanto mediocri e fuorvianti, che non hanno fatto altro che alimentare ancor di più la confusione che già regnava sovrana. Intanto i dati ci consentono un nuovo inizio e questo grazie alle misure molto restrittive imposte agli italiani, che con grande senso di correttezza le hanno osservate in modo scrupoloso. Però è ingeneroso da parte del Premier dire che adesso il compito più importante spetta agli italiani e che ogni eventuale ritorno del contagio è loro esclusiva colpa. E’ un modo  di scaricarsi da dosso responsabilità troppo gravose da parte di un governo palesemente in difficoltà e formato da alcuni Ministri inadeguati, in quanto a funzioni, al ruolo che ricoprono. Eppure bisogna ricominciare per non far morire l’Italia. In questi tre mesi abbiamo sentito parlare di Cura Italia, Liquidità, poi Rilancio. Quest’ultimo definito Aprile, Maggio e chissà se vedrà la luce a giugno, più che rilancio è un sostegno per due mesi a famiglie ed aziende. Anche nella comunicazione Palazzo Chigi non brilla. Non siamo in un reality. Ergo ‘Grande Fratello’.   Rilancio vuol dire programmare a medio termine( Settembre-Ottobre), una manovra economica che possa dare fiato alle aziende, prevedere un nuovo modello di sviluppo industriale, un nuovo piano di riconversione dell’economia in linea con il nuovo modello mondiale che inevitabilmente il Covid 19 ha fatto nascere, fregandosene delle aspettative dei mercati, dei governi, dei banchieri e degli speculatori. Nessuno al mondo tra i governanti ha ancora chiaro cosa ci prospetta il futuro prossimo, perché la variabile non è l’economia degli stati, né i mercati, né la finanza, ma la psicologia sociale, vale a dire il modo di reagire delle popolazioni alla paura della pandemia. Allora il sig Presidente del Consiglio in uno al suo governo e alle forze politiche che lo sostengono, non può lavarsi le mani e far precipitare di nuovo il Paese nell’incubo dal quale a fatica sta uscendo, grazie al sacrificio dei cittadini e alla bravura dei suoi medici ed infermieri. Non ce ne voglia il Premier Conte se siamo poco generosi nel giudicare il suo modo di condurre l’azione di governo, ma deve convenire con noi che troppi annunci e troppe cose sono state dette e alla ripartenza non appaiono così come ci erano state prospettate. Si è sentito parlare di tamponi di massa, di indagini sierologiche a tappeto, di app sui telefonini, di mascherine gratuite, poi a 50 centesimi, poi a 61 centesimi. Ma chi li ha visti? Un primo esame però lo abbiamo superato, quando tutti hanno accettato di essere reclusi in casa per due mesi e mezzo, anche in quei luoghi in cui la pandemia era quasi inesistente. Da qui al 3 giugno dovremo essere in grato, ritengo da soli, visto che il Premier ha scaricato su di noi la responsabilità, di convivere con il virus. Il governo si è riservato il compito di sanzionarci, in caso di trasgressione delle regole e in casi gravi di rimetterci agli arresti domiciliari. Ma penso, ed è esclusivamente un mio pensiero, che una volta usciti, è difficile che gli italiani rientrino agli arresti. Di questo il Premier non ne ha tenuto conto.

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