Delitto Desirée, arrestato a Foggia il quarto uomo. È un gambiano

Come noto qualche giorno fa il  ministro dell’Interno e vicepremier Matteo Salvini si è recato in visita al quartiere San Lorenzo di Roma, dove si è consumato il terribile omicidio di Desirée, la ragazza di sedici anni violentata e uccisa in un casolare di uno dei principali quartieri della movida romana.

Al momento del suo arrivo a San Lorenzo, Matteo Salvini è stato accolto da una folla che si è divisa tra i suoi sostenitori e i suoi detrattori. I primi hanno chiesto al ministro dell’Interno di rimediare al degrado del quartiere, i secondi gli hanno dato dello sciacallo nel momento in cui è arrivato di fronte al casolare in cui si è consumato l’omicidio di Desirée. I contestatori sono stati fischiati dai sostenitori del leader della Lega. Il ministro ha pubblicato sulla propria pagina Facebook il video della sua visita a San Lorenzo. Il Ministro inizialmente non è riuscito a raggiungere lo stabile dove si è consumato l’omicidio di Desirée. Troppa ressa e tensione alta con chi lo contestava. Salvini ha risposto alle domande dei giornalisti, ha provato a raggiungere lo stabile,  sottolineando che appartiene a un familiare di un ex sindaco di Roma, poi decide di cambiare i propri piani e guadagnare repentinamente la via di fuga. Tornerà sul posto più tardi per lasciare una rosa. La decisione di recarsi a San Lorenzo è stata quasi improvvisa e sarebbe stata presa dopo il vertice in Prefettura per fare un punto sulla questione sicurezza a Roma dopo il caso,  e il caos,  mediatico dell’omicidio di Desirée.

‘Temo che anche questa volta i responsabili siano cittadini stranieri’,  la dichiarazione di Matteo Salvini ai microfoni dei giornalisti presenti a San Lorenzo: ‘Si sta lavorando per mettere in galera questi vermi, queste bestie. Temo che anche questa volte siano tutti cittadini stranieri. Ero in Prefettura perché a Roma c’è una situazione di illegalità e violenza inaccettabile. Ci sono quasi cento immobili occupati per i quali poi i giudici ci multano. Gli occupanti si preparino a fare i bagagli. Nella manovra economica metto soldi per assumere Forze dell’Ordine. Non si può mettere un poliziotto ad ogni angolo, bisogna ripristinare la legge. Bisogna avere la forza contro i furbi, contro lo spaccio, contro i racket e contro il subaffitto. Intorno al tavolo c’era anche la Raggi e avevamo tutti voglia di risolvere il problema’.

 In molti hanno visto nella visita di Salvini anche un risvolto politico. La sindaca Virginia Raggi è al centro di un’inchiesta e potrebbe non arrivare al termine del proprio mandato. Il consenso dei cittadini nei suoi confronti si avvicina comunque ai minimi storici e dalla Lega sanno che il momento potrebbe essere propizio per un altro risultato storico dopo le elezioni in Trentino.

Per l’omicidio di Desirée Mariottini sono stati fermati tre uomini già noti alle forze dell’ordine per precedenti per spaccio. Il sito dell’Ansa ha diffuso un video esclusivo in cui un uomo, un testimone della vicenda, racconta le ultime ore di Desirée prima che venisse uccisa e violentata: ‘Io mi trovavo nel palazzo quel pomeriggio. La ragazza voleva fumare, chiedeva la roba. Gliel’hanno data i neri. Poi è andata a fumare con loro e si è sentita male. Le violenze non le ho viste. Nel palazzo c’erano sette o otto persone. Volevano chiamare l’ospedale ma nessuno si è messo a chiamare’.

L’uomo intervistato dall’agenzia di stampa ha poi raccontato che non era la prima volta che la ragazza si recava nello stabile: ‘Lei si bucava e fumava. Quella sera era da sola. Veniva a comprarsi l’eroina. Quel giorno stava male. Voleva fumare con me, io le ho detto di no e si è messa a piangere. Quello nero l’ha chiamata e le ha dato la droga. Alla fine è entrato un altro nero. Lei si è sentita male, io me ne sono andato, quando sono tornato lei era a terra, le davano l’acqua, poi l’hanno messa sul letto’.

Il testimone ha parlato anche dei rapporti di Desirée con la sua famiglia: ‘Lei mi ha detto che suo padre la menava e non poteva tornare a casa perché aveva paura. Lei si drogava e al padre non piaceva’. Ovviamente al momento le parole dell’uomo non hanno un riscontro.

Nel frattempo, leggi oggi, è finito in manette il quarto uomo ritenuto responsabile dell’omicidio di Desirée Mariottini. Gli inquirenti hanno fermato il gambiano a Foggia e nelle prossime ore potrebbe venire trasferito nella Capitale per essere ascoltato dalle Forze dell’Ordine.

 Le ricerche della polizia non si fermano. Gli agenti sono sulle tracce di eventuali altri complici e responsabili e proprio per questo le prossime ore potrebbero avvenire altri fermi.

Sull’omicidio di Desirée è ritornato anche il presidente della Camera, Roberto Fico, che parlando a margine di un evento in Campidoglio ha smentito le parole di Matteo Salvini: ‘Non servono le ruspe ma solamente più amore. La coesione sociale  è il mezzo essenziale per costruire tutto il resto della comunità solidale e un’economia sana e forte. Anche nei momenti difficili non ci vogliono le ruspe ma solamente più amore e fatica nelle idee e nella partecipazione. Bisogna essere sempre presenti nei quartieri più difficili, senza lasciare nessuno solo. I problemi non si risolvono mai con la forza ma con l’intelligenza. Bisogna programmare e integrare scuola, cittadini e Forze dell’Ordine. Non si possono dare le stesse risposte a problemi completamente diversi’.

Anche in questo caso si conferma una visione diversa tra Matteo Salvini e Roberto Fico sulla questione dei migranti. Il ministro dell’Interno aveva confermato una linea dura, bocciata da uno dei fondatori del MoVimento 5 Stelle.

Sembra di partecipare al gioco dell’oca dove ogni vicenda, anche la più grave, è utile per propri tornaconti politici e fortemente legata a motivi legati alla visibilità mediatica. Nulla di più, ma c’è da considerare che Matteo Salvini è il Ministro  dell’Interno ed è legato alla vicenda Desirée perché relativa al suo mandato, cosa che non vale per Roberto Fico.

Antonella Di Pietro

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