Ddl Sallusti: governo battuto su ‘salva direttori’, via libera alla norma

Governo battuto  sulla norma ‘salva-direttori’ presentata dal relatore Filippo Berselli al ddl Diffamazione. Ad esprimere parere contrario Il sottosegretario alla Giustizia, per ragioni tecniche.

 Nel corso della votazione durata a lungo per i disordini in Aula, Pdl, Lega e Coesione Nazionale hanno espresso parere favorevole alla norma.  Il Pd invece ha detto ‘no’ (ma in molti non prendano parte al voto) insieme all’Udc e all’Idv. Gerardo D’Ambrosio  si è invece astenuto, criticando duramente la norma: “Ma vogliamo tornare tutti quanti al primo anno di università? – domanda – così com’é scritto questo emendamento é un obbrobrio giuridico. E’ una sceneggiata incredibile”. Berselli, replica alle critiche affermando che nel suo emendamento, “c’é una diversità sostanziale tra l’autore dell'articolo e il direttore”. “Non possiamo abbandonare il relatore ai cannoneggiamenti della sinistra che parlano di attacchi sistematici”. Dice Roberto Castelli al resto del centrodestra sostenendo le ragioni della norma che differenzia la pena per giornalisti e direttori.  Ma per il responsabile della Giustizia Idv, Luigi Li Gotti, tale differenza non è altro che una “discriminazione”.  Secondo Li Gotti, infatti, il giornalista radiato “ha comunque  diritto di scrivere se vuole” e annuncia il ‘no’ del suo gruppo.

 Difende la norma anche Rutelli, anche se  la sua proposta di inserire un registro nelle redazioni per annotare la vera identità degli autori anonimi non passa.  Parla invece di pasticcio, Silvia Della Monica, che si astiene quindi dal voto. Achille Serra dell’ Udc fa un paragone con il furto: palo e ladro hanno la stessa pena. Perché giornalista e direttore no? Vincenzo Vita (Pd) infine non ha dubbi: “Questo testo è un vero pasticcio e non ha senso”.

 

 

Lunedì sciopero giornalisti. Intanto i giornalisti continuano la loro battaglia, ed annunciano lo sciopero. “Il voto di oggi è la dichiarazione di un conflitto che i giornalisti sono costretti a raccogliere chiamando alla risposta con loro tutti i cittadini. Lo sciopero della categoria, con una mobilitazione diffusa, diventa inevitabile”, dice Franco Siddi, segretario della Fnsi, dopo il via libera del Senato alla norma 'salva-direttori'.

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