Dal 1 gennaio 2024 i sindaci metropolitani godranno di un sensibile aumento di stipendio

A partire da gennaio 2024, i primi cittadini metropolitani guadagneranno 13.800 euro lordi mensili (un aumento di quasi 7.000 euro).

Se per i legislatori il compenso mensile è di circa 5.000 euro netti (ai quali vanno aggiunti il rimborso delle spese per l’esercizio del mandato, la diaria, le spese di trasporto, telefoniche, l’assistenza sanitaria, l’assegno di fine mandato e la pensione), per i sindaci la situazione non è così favorevole. Ma dovrebbe migliorare a partire dal 2024.

Nel 2021, lo stipendio dei primi cittadini delle città metropolitane (Roma, Milano, Torino, Napoli, Bologna, Firenze, Venezia) si aggirava intorno ai 7.000 euro lordi; per una piccola città come Viterbo la remunerazione arrivava a 4.508 euro, mentre nei paesi con meno di 3.000 abitanti venivano percepiti circa 1.500 euro lordi.

Cifre poco cospicue, che non rendono giustizia all’elevata responsabilità di questa carica. Problemi di salute e sicurezza pubblica, responsabilità omissiva impropria, abuso d’ufficio: sono solo alcuni dei pericoli penali a cui i sindaci comunali rischiano di andare incontro durante il mandato.

L’ex Governo Draghi aveva proposto all’interno della legge di Bilancio 2022 un adeguamento alle retribuzioni di sindaci, facendole aumentare in maniera graduale fino al raddoppio delle somme percepite nel 2021. Nello specifico, a partire dal 1° gennaio 2024, l’indennità dei sindaci metropolitani raddoppierà: da 7.000 a 13.800 euro lordi mensili; per i primi cittadini con una popolazione superiore ai 100.000 abitanti il compenso raggiungerà gli 11.040 euro (+80%). Nei capoluoghi di provincia fino a 100.000 abitanti ci sarà un aumento degli stipendi del 70% (9.660 euro lordi); si registrerà un +45% per i sindaci dei Comuni con più di 50.000 abitanti (6.210 euro lordi mensili) e un +35% per i Comuni tra i 30.000 e i 50.000 (4.830 euro lordi mensili). Invece, nelle amministrazioni comunali fino a 3.000 abitanti la retribuzione salirà a 2.208 euro (+16%).

L’incentivo economico voluto dal governo Draghi non lascia senza critiche l’opinione pubblica, la quale rimprovera le amministrazioni per gli stipendi troppo alti in assenza di risultati raggiunti e promesse mantenute. Ma sembra essere una manovra necessaria per rendere il ruolo più tutelato e attrattivo.

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