Cura Italia: il governo stanzia 25 miliardi per sanità, lavoro e imprese. Basteranno per l’Italia?

Via libera del consiglio dei ministri al maxi decreto ‘Cura Italia’ che stanzia 25 miliardi per fronteggiare l’emergenza Covid-19. E’, di fatto, un decreto che vale quasi una finanziaria e scritto in pochi giorni che dovrebbero dare ‘ossigeno’ all’Italia. Sul decreto ‘cura Italia’, al centro di un Cdm iniziato con due ore di ritardo e durato altrettanto, si sono registrate parecchie tensioni nel governo che ha dato il via libera al provvedimento. Tensioni palpabili nel pre-consiglio di ieri, durato ben 8 ore prima di trovare la quadra.

“E’ una manovra economica poderosa: non abbiamo pensato e non pensiamo di combattere un’alluvione con gli stracci. Stiamo cercando di costruire una diga per proteggere imprese famiglie lavoratori”, ha detto il premier Giuseppe Conte in conferenza stampa dopo il Cdm.

“Il governo è vicino alle imprese, i professionisti, le famiglie, alle donne e gli uomini, i giovani che stanno facendo enormi sacrifici per tutelare il bene più alto. Nessuno deve sentirsi abbandonato e questo decreto lo dimostra”, aggiunge Conte (nella foto con il ministro dell’Economia, foto fonte Ansa). “Abbiamo appena concluso i lavori del Consiglio dei ministri: è un passaggio importante.

“Possiamo parlare di modello italiano non solo per la strategia di contrasto – ha rilevato il presidente del consiglio – ma anche di un modello italiano per la strategia” di risposta economica all’epidemia del Coronavirus. “L’Ue ci segua – ha detto ancora Conte -. I primi segnali sono importanti. L’Italia promotrice di un messaggio a tutte le istituzioni Ue”.

“Siamo consapevoli che non basterà” il decreto anti-Coronavirus, ha aggiunto ancora, ma “il governo risponderà presente anche domani; dovremo predisporre misure per il tessuto economico e sociale fortemente intaccato” dall’emergenza “con un piano di ingenti investimenti con una rapidità che il nostro paese non ha mai conosciuto prima”.

 

“Mettiamo in campo 25 miliardi di denaro fresco e attiviamo flussi per 350 miliardi: è una manovra economica poderosa”, ha detto il presidente del Consiglio. Come già spiegato dal sottosegretario all’Economia Misiani, Conte ha anticipato che in futuro ci saranno nuove misure (“un piano di ingenti investimenti, semplificazione, riduzione delle tasse”) per rilanciare il Paese: arriverà un decreto ad aprile, che – nell’auspicio del governo – dovrebbe contare anche sulle risorse che l’Europa si prepara a stanziare.
Sanità, cassa integrazione, mutui e liquidità: sono questi i pilastri dell’intervento del governo. Il ministro dell’Economia ha indicato cinque assi di intervento e ha messo al primo posto il “finanziamento aggiuntivo molto significativo per il Sistema sanitario nazionale e la Protezione civile, che vale quasi 3,5 miliardi”.

l secondo capitolo, “che vale più di 10 miliardi”, riguarda il sostegno all’occupazione, la difesa del lavoro e del reddito “affiché nessuno perda il posto di lavoro a causa del coronavirus”. Nunzia Catalfo, ha spiegato che sono previste risorse per 1,3 miliardi per il Fondo di integrazione salariale e 3,3 miliardi per la cassa integrazione in deroga che andrà a coprire anche le aziende “con un solo dipendente”.

Gualtieri ha confermato la copertura “di tutti i lavoratori autonomi, stagionali e di altre forme con un assegno di 600 euro per il mese di marzo”. Per gli autonomi e i liberi professionisti, ha aggiunto la ministra del Lavoro, “questo primo decreto stanzia circa 3 miliardi a tutela del periodo di inattività”. E’ anche prevista la sospensione dei contributi previdenziali, per queste categorie.

Sempre sul fronte lavoro è prevista l’estensione del congedo parentale a 15 giorni e un voucher baby-sitter da 600 euro e vengono congelati i licenziamenti. Per i lavoratori in quarantena, si conferma il computo del periodo di astensione dal lavoro come malattia.

L’altro capitolo riguarda il sistema del credito e l’agevolazione dell’erogazione di liquidità: arriva la sospensione delle rate di mutui e dei prestiti, con garanzie pubbliche . Sono stati confermati la sospensione degli obblighi di versamento di tributi e contributi.

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