Libia libera. L’annuncio domani a Bengasi

Domani sarà dato l’atteso annuncio: La Libia finalmente è libera. La dichiarazione verrà fatta dal premier del nuovo governo a Bengasi, dove la rivoluzione è cominciata, e non a Tripoli. Lo hanno detto fonti ufficiali del Cnt.

Secondo le stesse fonti a pronunciare l’annuncio ufficiale sarà il presidente del Cnt, Mustafa Abdel Jalil. La cerimonia si svolgerà nella città di Bengasi che è stata la culla dell’insurrezione che ha condotto alla caduta del quarantennale regime del rais libico. “La decisione è stata presa – ha detto la fonte – La dichiarazione della Liberazione avverrà a Bengasi e non nella capitale Tripoli”.

Catturato secondogenito Gheddafi: Seif al-Islam sarebbe stato catturato a Zliten, citta’ costiera della Tripolitania situata una sessantina di chilometri a est di Misurata: lo ha annunciato un comandante degli insorti libici, Chaouch Ali, citato dall’emittente satellitare di Dubai ‘al-Arabiya’.

Il secondogenito ed erede designato del defunto Muammar Gheddafi attualmente sarebbe sottoposto a cure mediche per le ferite riportate nel tentativo di fuga. Ali ha assicurato che nelle prossime ore ne saranno diffuse alcune immagini.

“Siamo riusciti a catturare vivo il criminale di guerra Seif al-Islam”, ha dichiarato il capo insurrezionale alla televisione pan-araba. “Al momento e’ nelle mani dei medici, stanno cercando di curargli le ferite che ha all’altezza del ventre. Vogliamo mantenerlo in vita per poterlo trascinare davanti alla giustizia”, ha spiegato. Il figlio e delfino di Gheddafi sarebbe stato circondato la notte scorsa mentre si trovava alla periferia sud di Zliten: sarebbe rimasto ferito nel corso di una sparatoria tra i suoi uomini e gli inseguitori. Insieme a lui sarebbero stati fatti ulteriori prigionieri. Gia’ in precedenza un altro comandante dei rivoltosi, al-Mokhtar al-Akhdar, aveva riferito a ‘al-Arabiya’ che una colonna motorizzata formata da diciannove veicoli era stata individuata nei pressi di Zliten, senza escludere che vi fosse anche Seif.
Sembra dunque smentita l’indiscrezione attribuita a un terzo capo miliziano, Abdul Majid Mlegta, a detta del quale il primogenito di Gheddafi sarebbe stato a bordo di un convoglio di tre autoblindo, partito da Sirte subito dopo la caduta della citta’ e diretto attraverso il deserto verso la frontiera con il Niger. “Lo stiamo cercando”, aveva assicurato. “I combattenti di quella zona sono stati pienamente allertati”.
Nel nord del Paese sub-sahariano si nasconderebbe invece Abdullah al-Senussi, cognato del Colonnello e gia’ numero uno dei servizi segreti libici: lo aveva annunciato ieri il ministro degli Esteri nigerino, Mohammed Bazoum, precisando di esserne stato informato da non meglio precisate fonti occidentali. Mlegta a sua volta aveva affermato che Senussi, ricercato dal Tribunale Penale Internazionale, avrebbe cercato di organizzare una fuga in Niger per i membri della cerchia piu’ ristretta del vecchio regime. (AGI) .

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