Bonus baby sitter, i comuni e le regioni che si sono già attivati

n attesa che l’annunciato decreto Sostegni torni a finanziare congedi e bonus baby sitter, in mancanza di decisioni a livello centrale alcune amministrazioni locali hanno cercato di muoversi in proprio, adottando provvedimenti per andare incontro alle famiglie.

A inizio febbraio, ad esempio, la Regione Umbria, a seguito delle chiusure dei servizi socio-educativi e della scuola dell’infanzia, primaria e secondaria, ha finanziato con un fondo da 3 milioni di euro un bonus baby sitter destinato ai nuclei familiari con uno o più figli a carico di età inferiore ai 12 anni. A decorrere dall’8 febbraio e fino al 21 marzo, le famiglie possono usufruire di un contributo di 400 euro, elevato di 100 euro per ogni figlio a carico. Il beneficio sarà riservato ai nuclei familiari con reddito Isee fino a 50 mila euro e in cui tutti e due i genitori siano impegnati in attività lavorativa, sia dipendente che autonoma. Da registrare che anche se l’Umbria è arancione, proseguirà fino al 21 marzo la dad per tutte le scuole primarie e secondarie della provincia di Perugia.

Va ricordato che, in base ai dati Inps, sono stati i nonni l’aiuto maggiore per le famiglie con bambini durante la prima ondata della pandemia con la chiusura delle scuole decisa un anno fa. Il bonus baby sitter introdotto dal Governo per aiutare le famiglie con i figli a casa è stato pagato prevalentemente a persone over 60, presumibilmente quindi ai nonni o comunque ai parenti anziani.Nel complesso, risulta dal Rapporto Inps, sono state accolte oltre un milione di domande (su 1,3 milioni arrivate) tra bonus baby sitter (772.010) e la partecipazione ai centri estivi (306.163) per 815,4 milioni di importi richiesti.

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