Basta con la politica del rigore ad ogni costo. Il monito lanciato da Tokyo dal FMI ai Governi

I maggiori esperti di economia mondiale riuniti a Tokyo hanno lanciato un monito a tutti i Governi, invitandoli ad adottare misure contro la recessione economica che ormai è forte in Europa e Statti Uniti, con un rallentamento delle economie asiatiche, soprattutto Cina ed India, effetto naturale e conseguente di una drastica riduzione dei consumi nei paesi occidentali. Il direttore generale del FMI Lagarde espressamente ha lanciato un monito ai Governi perchè pongano fine a politiche improntate al rigore ad ogni costo, pena il pericolo di una lunga recessione a livello globale, dagli effetti imprevedibili. Proprio quello che accade nel nostro Paese dove la politica del rigore fine a se stesso ha portato ad un segno negativo in termini di crescita (-2,5) per il 2012 e, nonostante il cauto ottimismo del Governatore della BCE(DRAGHI),che parla di una piccola ripresa nel 2013, beninteso sempre rimanendo con il segno negativo, ci sembra più un auspicio che una certezza, tenendo conto che il Governo Monti non conosce altra politica, se non quella del rigore, in contro tendenza a quanto sostiene il FMI. Basta guardare al calo vistoso dei consumi delle famiglie italiane che è tornato indietro di 20 anni. In effetti diminuendo il potere d’acquisto dei salari, si sono viste costrette a ricorrere ai risparmi per tenere intatto il tenore di vita. In questa situazione il monito del FMI deve diventare il punto di partenza per le decisioni del nostro Governo. Se fino ad oggi era necessario adottare una politica economica molto rigorosa in termini di tagli e di tassazioni (anche se nel nostro paese ha colpito come sempre i più deboli, preservando le caste politiche ed economiche di cui l’esecutivo, ebbene non dimenticarlo, è figlio prediletto), oggi si devono rendere conto che tale politica non è più perseguibile perchè incompatibile con la crescita economica. A nulla valgono le scuse del Prof Monti che la Germania non non ne vuole sapere di politiche diverse da quelle improntate al rigore economico, perchè sa benissimo che l’economia tedesca non si può più sostenere con esportazioni in quanto con la recessione globale a chi vende? Mentre Monti con la sua autorevolezza, unita alla sua frequentazione dei salotti finanziari più esclusivi, in Europa e al di là dell’Oceano, gli basta poco per farsi pioniere nel continente europeo di una nuova politica economica secondo le direttive date dal FMI nella riunione di Tokyo e vedrà che troverà molti alleati nel vecchio continente,alla fine tedeschi compresi. Perchè non lo FA? Quali forze oscure lo trattengono? Tra pochi mesi lo scopriremo.

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