Vincenzo De Luca e la logica dei ‘cacicchi’ di partito

“Giuseppe Conte ha sollevato il tema dei “cacicchi” e io sono completamente d’accordo. Bisogna però capire chi sono ‘sti cacicchi. I cacicchi, all’origine, erano i notabili dell’America-Latina, che utilizzavano la violenza e si avvalevano di bande di delinquenti per comandare. I cacicchi, quelli lì, mica si sottoponevano alle elezioni democratiche, al giudizio dei cittadini? Allora, quando si parla della situazione italiana, il riferimento ai cacicchi è a Roma, non ai territori. I cacicchi stanno nelle segreterie dei partiti. I cacicchi sono quelli che non si sono mai presentati con la propria faccia ad una campagna elettorale perché non hanno neanche il voto della madre. I cacicchi sono quelli che si fanno nominare ministri solo perché sono capicorrente. I cacicchi sono quelli che non lavorano, a differenza dei territori, dove bisogna lavorare per cambiare la realtà. Quelli, invece, – i cacicchi – stanno comodi a Roma. I cacicchi sono i miracolati, i parassiti, i cooptati, quelli che senza aver mai fatto nulla stanno sempre in piedi. I cacicchi sono quelli che prendono i vitalizi – quelli che ora non esistono più, ma loro continuano a prenderli – fino a 7.000 euro (netti) al mese e poi fanno la lezione morale agli altri. Ne conosco qualcuno in Campania”, le parole di Vincenzo De Luca in diretta su Facebook.

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