Venezuela, Guaidò si proclama presidente: sì di Trump. Maduro: E’ colpo di Stato

Juan Guaidò, capo dell’Assemblea Nazionale di Caracas e leader dell’opposizione, si è proclamato presidente ad interim del Venezuela con il benestare del presidente americano Donald Trump, primo a riconoscerlo. “Giuro di assumere formalmente le competenze dell’esecutivo nazionale come presidente incaricato del Venezuela per arrivare alla fine dell’usurpazione, ad un governo di transizione e indire libere elezioni”, ha dichiarato Guaidò, pronunciando il suo giuramento a piazza Juan Pablo II a Caracas, davanti alla folla di migliaia di persone che partecipano alla manifestazione contro il governo. Dopo il discorso di Guaidò è arrivata la consacrazione del presidente degli Usa, Donald Trump. “Oggi riconosco ufficialmente il presidente dell’Assemblea nazionale venezuelano, Juan Guaidò, come presidente ad interim del Venezuela”, ha scritto Trump in una nota sottolineando che “in questo ruolo come legittimo ramo del governo eletto dal popolo venezuelano, l’Assemblea nazionale ha invocato la costituzione del Paese per dichiarare illegittimo Nicolas Maduro e dunque il suo incarico vacante”. Trump ha poi assicurato che continuerà ad usare tutta la forza “del potere diplomatico ed economico degli Stati Uniti per fare pressione per il ripristino della democrazia venezuelana”. “Incoraggiamo gli altri governi dell’emisfero occidentale – continua il presidente – a riconoscere Guaido come presidente ad interim del Venezuela e lavoreremo in modo costruttivo per sostenere i suoi sforzi per ripristinare la legittimità costituzionale”. Infine, Trump dichiara che “continuerà a ritenere l’illegittimo regime di Maduro direttamente responsabile per ogni minaccia che possa porre alla sicurezza del popolo venezuelano”. Sul Venezuela “tutte le opzioni, sempre, tutte le opzioni sono sul tavolo”, ha dichiarato poco dopo alla stampa.

Durissima la reazione del presidente ‘detronizzato’ del Venezuela Nicolas Maduro, che ha annunciato la rottura dei rapporti diplomatici con Washington in un discorso dal balcone di palazzo Miraflores, sede del suo governo: il personale diplomatico americano “ha 72 ore di tempo per lasciare il Paese”, ha dichiarato Maduro secondo quanto riferisce il sito El Nacional.

Maduro si è insediato due settimane fa per un secondo mandato da presidente del Venezuela, ma l’opposizione e diversi paesi lo ritengono illegittimo, non avendo riconosciuto i risultati delle elezioni.

Intanto  sono diversi i Paesi e le organizzazioni che sta stanno riconoscendo il 35enne Guaidò come presidente ad interim. Da Luis Almagro, segretario generale dell’Organizzazione degli Stati Americani (Osa) arrivano infatti “le nostre congratulazioni a Juan Guaidò come presidente ad interim del Venezuela. Ha il nostro riconoscimento per procedere verso il ritorno del paese alla democrazia”, ha twittato Almagro, meno di un’ora dopo il riconoscimento da parte di Trump. L’Osa non ha mai riconosciuto la presidenza bis di Maduro tanto che, l’organizzazione che riunisce tutti gli stati delle Americhe, aveva chiesto l’avvio di un dialogo politico e la convocazione di nuove elezioni.

Guaidò è stato riconosciuto come presidente ad interim del Venezuela anche da Brasile e Paraguay. “Il Brasile riconosce Juan Guaidò come presidente ad interim del Venezuela – ha twittato il presidente brasiliano Jair Bolsonaro -, il Brasile sosterrà politicamente ed economicamente il processo di transizione così che democrazia e pace sociale possano tornare in Venezuela”.
“Il Paraguay esprime il suo sostegno al presidente ad interim del Venezuela Juan Guaidò. Conta su di noi per sostenere nuovamente la libertà e la democrazia”, ha scritto su Twitter il presidente del Paraguay Mario Abdo Benitez.

Stessa reazione dall’Argentina. “Voglio esprimere il mio appoggio alla decisione del presidente dell’Assemblea nazionale venezuelana Juan Guaidò, riconoscendolo come presidente ad interim di questo paese”, ha twittato il presidente argentino Mauricio Macri. E anche il Canada si appresta a riconoscere Guaidò come presidente ad interim.

 

 

 

 

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