Valditara: ‘2 anni di carcere per chi non manda i figli a scuola’

Il ministro Giuseppe Valditara ha fatto visita alla scuola di Ostia (Roma) in cui una maestra è stata aggredita dalla madre di un alunno, moglie di uno dei componenti del clan Spada. In questa occasione, il responsabile dell’Istruzione ha ribadito che per chi non manda i figli a scuola sono previsti fino a 2 anni di carcere.  Ecco cosa ha detto il ministro Valditara.

“Coloro che non mandano i figli a scuola sappiano che con la nuova norma, voluta insieme al presidente del Consiglio Giorgia Meloni, rischiano 2 anni di galera e lo Stato reagirà in modo molto duro”. Lo ha dichiarato il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, come riportato dall’agenzia ‘Dire’, in visita all’Istituto Amendola Gattuso di Ostia, per portare il suo sostegno agli insegnanti dopo l’aggressione subita da una maestra per mano di una mamma di un alunno. La donna, moglie di uno dei membri del clan Spada, ha colpito l’insegnante ‘colpevole’ di aver rimproverato il figlio mentre litigava con alcuni compagni.

Nella sua dichiarazione, il ministro Valditara ha fatto riferimento all’obbligo di istruzione come previsto dal decreto-legge 123/2023 (il cosiddetto ‘Decreto Caivano‘) convertito con modificazioni dalla legge 159/2023. L’atto normativo ha inserito nel Codice penale l’articolo 570-ter sull’inosservanza dell’obbligo dell’istruzione dei minori, che al comma 1 recita: “Il responsabile dell’adempimento dell’obbligo scolastico che, ammonito ai sensi dell’articolo 114, comma 4, del decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, non prova di procurare altrimenti l’istruzione del minore o non giustifica con motivi di salute, o con altri impedimenti gravi, l’assenza del minore dalla scuola, o non ve lo presenta entro una settimana dall’ammonizione, è punito con la reclusione fino a due anni”.

“Mi auguro – ha aggiunto il Valditara – che la Camera approvi molto presto quel mio disegno di legge sulla condotta, che introduce un risarcimento del danno e che tocca le tasche del genitore che aggredisce un insegnante o chi lavora a scuola, perché la scuola è anche lei danneggiata e subisce un danno d’immagine

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