Tridico tra Travaglio e Sallusti

“Vogliono mettere un amico loro!”, l’accusa di Marco Travaglio sulla nomine del presidente INPS. E scatta lo scontro con Sallusti.

Scontro durissimo tra Alessandro Sallusti e Marco Travaglio a Otto e Mezzo. Al centro del dibattito nel salotto di Lilli Gruber c’è il commissariamento dell’Inps da parte del governo. Una mossa che di fatto accelera il cambio della governance. Pasquale Tridico, l’attuale presidente dell’istituto di previdenza sociale di fatto è a fine corsa. Tridico è tra i sostenitori del reddito di cittadinanza che viene erogato, ricordiamolo, proprio dall’Inps.

Una mossa, legittima, quella del governo che non è stata digerita da Travaglio che accusa: “Vogliono metterci un amico della Meloni al posto di Tridico”. Sallusti ribatte: “Non si capisce il motivo per cui questo governo non possa sostituire il presidente di un ente strategico come l’Inps. Il presidente Tridico era stato scelto da Conte e interpreta una certa visione del welfare. Questo governo ha obiettivi totalmente opposti e di fatto il governo ha il diritto di cambiare quella casella”. Travaglio non ci sta e così attacca ancora: “Violano la legge”. Sallusti lo spegne: “Tu non ti scegli i collaboratori o i capo-redattori? E allora perché il governo non può fare la stessa cosa?”. Colpito e affondato.

“Una decisione immotivata, indegna, incomprensibile sul piano istituzionale e gestionale”: Pasquale Tridico commenta così la scelta del governo di commissariare l’Inps, ente di cui era presidente dal marzo del 2019 dietro la forte spinta di Giuseppe Conte e Luigi Di Maio. Erano stati l’ex premier e l’ex ministro ad affidargli quel ruolo così delicato.

“Negli ultimi quattro anni siamo riusciti a portare all’istituto grandi risultati. Non parole od opinioni, fatti – ha rivendicato Tridico alla Stampa -. Ho fatto dodicimila assunzioni, di cui cinquemila solo nel mese di aprile. Nell’ultimo quadriennio la produttività della struttura è aumentata del venti per cento. Abbiamo raddoppiato gli investimenti digitali e raggiunto il 75 per cento degli obiettivi del Piano nazionale delle riforme”. E ancora: “I tempi di liquidazione delle pratiche entro i primi quindici giorni sono migliorati: dal 70 all’80 per cento”.

Secondo voci di corridoio, pare che sia quasi certa una sua candidatura alle prossime europee, di comune accordo con Conte, con cui ha sempre mantenuto “rapporti eccellenti”. Lui però alla Stampa ha detto di voler tornare “all’insegnamento, il lavoro più bello del mondo. Non farò ricorso, sto bene così, non chiedo altro: ho servito il mio Paese e questo mi basta”. Nonostante questo, lui continua a ritenere la decisione del governo “una vergogna, al limite dell’infamia”.

A irritare Tridico è il commissariamento: “Gli enti si commissariano per malaffare, dissesto finanziario, per cambiare un vertice inefficiente. Non era questo il caso”. La scelta “è stata politica e riguarda sia noi che I’Inail. Un atto di aggressione politica, un danno anzitutto alla credibilità dell’istituzione”.

 

 

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