Tajani: “Correrò alle europee”

‘’La mia candidatura è un atto d’amore nei confronti dei nostri elettori. È un atto per dire che io ci sono, continuerò ad esserci da semplice militante che vuole portare avanti, come feci 30 anni fa la bandiera di FI. Viva Forza Italia”. Lo ha detto il segretario nazionale di Forza Italia Antonio Tajani, al Consiglio Nazionale del partito all’Hotel Parco dei Principi, a Roma, annunciando la sua candidatura alle europee per le quali spera in un grande risultato di FI: “Il miglior regalo da fare a Silvio Berlusconi a un anno dalla sua scomparsa”.

La decisione, già presa durante la riunione della segreteria, è stata comunicata dallo stesso vicepremier azzurro dopo l’intervento del presidente del Consiglio Nazionale, Renato Schifani, governatore siciliano.

“Ho deciso di candidarmi alle prossime elezioni Europee e lo farò profondendo tutte le mie forze senza mai rinunciare e senza far passare in secondo piano il mio ruolo di ministro degli Esteri e di vice premier”, ha detto Tajani dal palco di Roma spiegando che “il motivo principale è quello di mettere nell’agone elettorale 30 anni di vita nelle istituzioni europee”. “Se un segretario di partito non ha il coraggio di mettersi al servizio di chi gli ha dato fiducia al congresso non sarebbe un buon segretario di partito”, ha aggiunto il segretario di Forza Italia dopo aver mostrato lo spot per le Europee con lo slogan “Con noi al centro dell’Europa”.

Poi Tajani ha descritto gli obiettivi del partito azzurro: “Dobbiamo essere il centro della politica italiana, l’architrave della politica italiana. Quando a Paestum avevo prefigurato per noi l’obiettivo del 10% dicevano che non ce l’avremmo fatta, adesso tutti i sondaggi ci danno ragione, e siamo a un passo. E se raggiungiamo quella soglia, alle politiche potremo raggiungere il 20%”. “Dobbiamo essere ambiziosi”, ha esortato i suoi specificando che “faremo in tutta Italia liste con l’obiettivo di raggiungere il 10%, e ci saranno donne e uomini in grado di rappresentare nel modo migliore le idee in cui siamo impegnati in politica”. “Faremo delle liste competitive”, ha aggiunto annunciando che nelle liste “non ci saranno né protetti, né protettori, né ciucci e amici…”.

Tajani rassicura anche gli altri partiti di maggioranza. “Non sto facendo nessuna competizione con gli alleati, noi dobbiamo guardare al grande partito dell’astensione. Lì dobbiamo dire che ci siamo, dobbiamo dire che c’è qualcuno al quale possono fare riferimento. E sono convinto che quel messaggio comincia a essere percepito”. Un pensiero e un lungo applauso il Consiglio nazionale di Forza Italia lo ha dedicato al fondatore Silvio Berlusconi. “Non lo dimenticheremo mai, è la nostra guida”, ha puntualizzato Tajani dal palco.” Non è un caso che per la campagna abbiamo scelto le sue ultime parole. Siamo convinti che le nostre radici rappresentano il nostro futuro, abbiamo voluto ricordarlo, ricordare la nostra storia che vuole proiettarci al futuro”. E a questo proposito il vicepremier azzurro ricorda “quando Berlusconi decise di far aderire Forza Italia dentro il Ppe”. “Fu una scelta strategica e lo è ancora” perchè, ha ribadito Tajani, “ritengo sia la più utile per l’Italia”.

Parlando poi della situazione internazionale ha sottolineato che obiettivo del governo è il raggiungimento della pace.  “A Capri, in occasione del G7, pur senza mai rinunciare alla nostra identità occidentale e al nostro essere amici di Israele e dell’Ucraina – ha detto – abbiamo lavorato per raggiungere l’obiettivo finale che è quello della pace. Quando diciamo che bisogna lavorare per una de-escalation nel Medio Oriente lo facciamo con fermezza, condannando in maniera forte e determinata alcune scelte fatte dall’Iran, condannando con fermezza anche ciò che sta facendo la Russia, invitando la Cina a essere più protagonista di pace, ma lo facciamo sempre con l’obiettivo di risolvere i problemi e di non essere mai sostenitori di guerre che portano sempre e comunque morte. Siamo portatori di pace”.

Conversando con i cronisti Tajani ha poi commentato il caso Salis.  “Il mio compito di ministro è risolvere i problemi, non di fare una campagna elettorale su questa questione. Grande rispetto per le scelte che ognuno fa però, obiettivamente, per noi è più difficile con una persona che si è candidata alle elezioni. Poi vedremo cosa accadrà”.

“Sapevamo – sottolinea ancora il vicepremier di Forza Italia – quale era il suo orientamento politico e abbiamo sempre fatto il massimo per aiutarla fin dal primo giorno. Lo abbiamo fatto con discrezione. Io non ho mai politicizzato, mi sono comportato con lei come ho fatto con tutti i cittadini italiani che hanno problemi di vario tipo con la giustizia e con il rispetto dei diritti”. Tajani ha poi ricordato i risultati ottenuti dal governo citando i casi di Alessia Piperno e Patrick Zaki, “persone che rischiavano molto piu’ di lei. Si lavora meglio sotto traccia che facendo clamore. Il clamore serve ad andare sui giornali a creare un caso politico ma non serve a risolvere un problema”.

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