Tagikistan: plebiscito per Rahmon alle elezioni presidenziali

Il Tagikistan è la repubblica centrasiatica più povera e, perciò, maggiormente penalizzata dalla pandemia.

Nonostante questo, i tagiki hanno rinnovato la fiducia a Emomali Rahmon, al potere dal 1992.

Un plebiscito per il presidente uscente che ha vinto le elezioni con il 90.2% dei consensi. Alta anche l’affluenza: l’85,39 per cento degli aventi diritto al voto è andato alle urne per la consultazione elettorale.

Dopo la riforma dl 2016, nel Paese non ci sono limiti ai mandati presidenziali. Saltato l’ultimo possibile argine alla gestione trentennale, Rahmon resta dunque in sella. Secondo gli osservatori internazionali, non sono state registrate violazioni nelle modalità di voto.

Oltre a Rahmon, si contendevano il posto di presidente altri quattro candidati, in quota rispettivamente al partito comunista, il partito agrario, quello per le riforme economiche e il partito socialista. Nessuna chance per loro anche nei pronostici della vigilia.

Un consenso, quello di Rahmon, che secondo gli analisti potrebbe trasmettersi al figlio, attuale presidente della Camera, quando il padre lascerà la politica.

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