Foto Fabio Cimaglia / LaPresse 23-03-2017 Roma Politica Stampa Estera. Presentazione del Libro bianco per l'Europa del Movimento 5 Stelle Nella foto Sergio Battelli Photo Fabio Cimaglia / LaPresse 23-03-2017 Rome (Italy) Foreign Press. Presentation of the White Paper for Europe of the Movement 5 Stars In the pic Sergio Battelli

Sergio Battelli e i diritti dell’uomo

”Io 20 anni fa c’ero. Ero lì, per le strade della mia città percorsa da un fiume pacifico di gente venuta da ogni parte del globo per dimostrare che, sì, un altro mondo era possibile. Ed ero lì anche un attimo prima che, su Genova, calasse un sipario oltre il quale si sarebbe consumata una delle pagine più nere della storia italiana recente. Non c’erano ancora smartphone in grado di scattare fotografie due decenni fa, ma lo strazio parallelo alle riunioni del G8 è impresso nella memoria di tutti noi. Lo Stato distratto, lo Stato assente ma non giustificato, la democrazia sospesa, le garanzie costituzionali lasciate fuori dai confini della città”. Lo scrive, in un post su Instagram, il presidente della Commissione per le Politiche dell’Ue alla Camera Sergio Battelli.
“La morte di Carlo Giuliani, le torture nella caserma di Bolzaneto, l’irruzione violenta alla Diaz, sono fantasmi con i quali dobbiamo convivere. Uno spartiacque. C’è stato un prima e un dopo ma né vincitori né vinti dentro e fuori la zona rossa. Anni di processi, di silenzi, mezze verità. Qualcuno ha pagato, qualcuno no. Mancano ancora pezzi del puzzle ma la realtà processuale è chiara, lo dimostra la sentenza della Corte Europea dei diritti dell’uomo che, proprio ieri, ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da alcuni poliziotti condannati per l’irruzione alla scuola Diaz” scrive ancora Battelli.
“Eppure quel ‘virus’ che la nostra società ha provato a combattere non è stato del tutto sradicato, lo dimostrano i fatti del carcere di Santa Maria Capua Vetere. Ecco perché non possiamo abbassare la guardia, ecco perché memoria e rispetto della nostra democrazia vanno celebrate e difese ogni santo giorno, in Parlamento, per le strade, nelle caserme, nelle questure. Ovunque debba esserci lo Stato. E noi. Non basta aver introdotto il reato di tortura nel nostro Ordinamento, non basta riconoscere e dare un nome a ciò che è stato. Serve un ulteriore sforzo in termini di trasparenza e consapevolezza per metterci al riparo da ulteriori rigurgiti violenti. E lo sforzo che stiamo portando avanti dentro le Istituzioni quello di recuperare i valori fondanti e positivi di quel “popolo di Seattle” come la difesa dell’ambiente e della società dal rischio di spersonalizzazione, l’uguaglianza tra i popoli, l’accesso alle risorse” prosegue Battelli.
“Impariamo da ciò che è stato, mettiamo a frutto gli insegnamenti positivi derivati da quei giorni. A Genova sbagliarono in molti, alcuni più di altri. Invertiamo la rotta. È arrivato il momento. Ripartiamo da qui, dalle rivendicazioni di allora che, oggi, sono diventati patrimonio comune” conclude Battelli.

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