Senato: sfiducia a Santanchè, opposizione divisa

La mozione di sfiducia a Daniela Santanché è pronta da giorni e sarà il capogruppo dei 5 Stelle Stefano Patuanelli. Appuntamento oggi alle 10 in Senato, con Movimento, Pd e Alleanza verdi sinistra che la appoggeranno senza remore, con Azione che con ogni probabilità uscirà dall’Aula – Italia viva deve decidere  il da farsi – e con il centrodestra compatto in difesa della ministra del Turismo. Insomma, visti i numeri la ministra è salva.

Colpi di scena,  nessuno, a meno che non accada qualcosa di prorompente, tipo la notizia di un rinvio a giudizio nei suoi confronti che a quel punto potrebbe mettere in difficoltà l’area di governo stessa. Ma sembrerebbe “giustizia a orologeria”, quindi le quotazioni di una eventualità del genere sono più che basse.

Cinque minuti a gruppo per intervenire sulla mozione, poi dieci minuti sempre a gruppo per le dichiarazioni di voto e infine l’appello nominale e il voto palese. Il discorso delle opposizioni non sarà centrato tanto e solo sulla questione giudiziaria della faccenda che riguarda Santanché, come noto legato all’amministrazione delle sue aziende e ai contributi pubblici ricevuti nel periodo Covid; la contestazione politica è soprattutto un’altra: cioè che nella sua informativa all’Aula, lo scorso 5 luglio, la ministra ha mentito: “I fatti esposti minano fortemente la credibilità della ministra e pongono un grave pregiudizio sulle sue capacità di svolgere le delicate funzioni alle quali è chiamata”, si legge nella mozione. E poi “è imprescindibile che il nostro Paese e le sue istituzioni siano salvaguardate, nel loro prestigio e nella loro dignità, anche attraverso il doveroso principio di ‘onorabilità’ per coloro cui sono affidate funzioni pubbliche”.

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