Un momento in Senato della discussione sulle proposte di questione pregiudiziale inerenti al decreto Sicurezza bis, Roma 5 agosto 2019. ANSA/GIUSEPPE LAMI

Senato: l’oblio oncologico è legge, Italia più avanti dell’Europa. Via libera all’unanimità

Il Senato ha dato il via libera all’unanimità, con 139 voti, al ddl che introduce ‘disposizioni per la prevenzione delle discriminazioni e la tutela dei diritti delle persone che sono state affette da malattie oncologiche‘, già approvato dalla Camera.

Tanti gli interventi in Aula dei senatori con toni sentiti, visto il tema, con la consapevolezza bipartisan di fare un passo avanti per i diritti dei malati di tumore e di chi guarisce e potrà guardare con più diritti al futuro. “Complimenti al Senato, perché abbiamo votato una grande legge”, ha detto il presidente di turno, Gian Marco Centinaio.

Un via libera che Marcello Gemmato, sottosegretario alla Salute, ha così commentato su X: “Con orgoglio, annuncio l’approvazione all’unanimità della pdl sull’#obliooncologico. Una conquista di civiltà a tutela delle persone guarite dal cancro, ma ancora discriminate nella vita quotidiana. Oggi restituiamo libertà e speranza a milioni di cittadini italiani”.

L’Associazione italiana di Oncologia medica (Aiom) e Fondazione Aiom plaudono alla decisione del Senato di approvare all’unanimità e senza modifiche il testo che ha già ricevuto l’ok della Camera dei Deputati lo scorso luglio. “L’approvazione della legge sul diritto all’oblio oncologico pone l’Italia all’avanguardia in Europa. Si tratta di una battaglia di civiltà che segna la fine di troppe discriminazioni subite finora dai cittadini guariti dal cancro. Siamo orgogliosi di aver contribuito a questo importante risultato”.

“I cittadini guariti dal cancro in Italia non saranno più discriminati nella vita sociale, professionale e familiare – afferma Francesco Perrone, presidente Aiom -. Sono infatti previste specifiche norme che tutelano gli ex pazienti da possibili discriminazioni nel campo assicurativo e finanziario, oltre che nell’ambito lavorativo. La Legge approvata anche al Senato prevede il divieto di richiedere informazioni su una pregressa patologia oncologica dopo 10 anni dal termine dei trattamenti in assenza di recidiva di malattia in questo periodo. Per i pazienti in cui la diagnosi sia antecedente ai 21 anni, questo limite è ridotto a 5 anni. La legge non tutela solo nei rapporti con banche e assicurazioni ma anche in sede concorsuale, qualora sia prevista un’idoneità fisica e nell’ambito dei procedimenti di adozione. È, pertanto, una legge più avanzata rispetto a quanto stabilito in altri Stati che hanno già adottato norme su questo tema”.

È inoltre previsto che, con procedure da definire attraverso un tavolo tecnico del ministero della Salute, vengano istituite tabelle che consentano di ridurre ulteriormente questi tempi in base alla differente patologia oncologica.

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