Seconde case, la precisazione dal Viminale sugli spostamenti

Sul nodo seconde case arriva una precisazione, in attesa di  ulteriori spiegazioni da parte di Palazzo Chigi sull’ultimo Dpcm. Come riporta il Corriere della sera, i luoghi di villeggiatura possono essere raggiunti da un’altra regione purché si tratti di un’abitazione di proprietà o in affitto. Sarebbe perciò esclusa la possibilità di recarsi nella seconda casa di un parente.

Il chiarimento arriva dal sottosegretario all’Interno, Achille Variati, che prima delle “Faq” rivelatrici sul sito della presidenza del Consiglio, determina il perimetro entro il quale gli italiani possono spostarsi fino al prossimo 15 febbraio.

Varati ha spiegato che “si può sempre, eccetto nelle ore di coprifuoco, tornare nella propria residenza o abitazione. Una seconda casa è un’abitazione e non è esplicitato nel nuovo Dpcm il divieto di andare nella seconda casa purché si tratti di una propria proprietà o ci sia comunque un contratto di affitto, ergo è possibile spostarsi“, anche fuori regione.

“Se la casa è proprietà di un altro, anche se parente — ha aggiunto — non può essere considerata seconda casa. Ovviamente la norma può essere oggetto di una precisazione, al momento non prevista”.

Nella circolare inviata a tutti i prefetti ieri dal capo di gabinetto del Viminale, Bruno Frattasi, è stato ribadito quanto scritto, o meglio non scritto nell’ultimo Dpcm. Se il precedente provvedimento vietava esplicitamente gli spostamenti verso le seconde case, quello del 14 gennaio  si limita a consentire gli spostamenti tra regioni in caso di “rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione“.

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