Santuario delle balene: il Giappone dice no

E’ stata bocciata dal Giappone e dai suoi alleati la proposta di creare nel sud dell’Oceano Atlantico, un santuario per le balene. La negazione a questa proposta, ha fatto riemergere le tensioni all’interno della Commissione internazionale per la caccia alle balene, riunita per il suo vertice annuale nella città di Panama. Complessivamente 38 Paesi hanno votato a favore e 21 contro, mentre due Nazioni si sono astenute. Il regolamento della commissione prevede che le proposte abbiano bisogno di un “consenso” del 75% dei membri per essere approvate. L’iniziativa venne lanciata per la prima volta 11 anni fa da Argentina, Brasile, Sudafrica e Uruguay, e da allora è stata bocciata altre due volte. Jose Truda Palazzo, che aveva capeggiato la proposta del santuario per le balene quando rappresentava il Brasile in Commissione, ha puntato il dito contro i Paesi che godono degli aiuti del Giappone. “Il Giappone non vuole cedere di un millimetro su qualcosa che potrebbe compromettere la sua capacità di dare la caccia alle balene nel mondo”, ha detto Truda Palazzo, che oggi lavora per il Centro non governativo di tutela dei cetacei del Brasile. “Non si può pensare veramente che Nauru o Tuvalu abbiano un interesse o abbiano studiato la proposta. Hanno votato perchè il Giappone gli ha detto di farlo”, ha aggiunto. Solo tre Paesi, Giappone, Norvegia e Islanda, danno la caccia alle balene per fini commerciali. Secondo i dati presentati da associazioni ambientaliste, sono più di 2 milioni le balene uccise nel XX secolo dall’industria della pesca, minacciando di estinzione il mammifero marino. Il commercio genererebbe 2,1 miliardi di dollari l’anno.

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