Salario minimo, posizioni distanti tra governo e opposizioni. Conte e Schlein promuovono una inutile raccolta di firme

Giorgia Meloni sul salario minimo  rilancia un progetto più ampio in tema di lavoro povero tanto da  spiazzare le opposizioni.  Giuseppe Conte e Elly Schlein affermano che  ‘Il premier tira la palla in tribuna’, facendo finta di ignorare che il Cnel si dovrà occupare di avviare a soluzione non solo il problema del lavoro sotto pagato; ma anche quelli dei contratti pirata, del lavoro nero, della bassa produttività; dei ritardi nel rinnovo dei contratti collettivi e dell’alto prelievo fiscale e contributivo sulle buste paga.

Fratelli d’Italia e il governo replicano al leader del M5S: ‘Al contrario del presidente Meloni, Conte la mette sui piano ideologico. Con l’intento di farci su una campagna elettorale. E guarda caso che ora annuncia la raccolta delle firme… Peccato che non ci abbia pensato nei 4 anni e mezzo in cui era al governo il suo partito, i Cinque stelle, e nei due anni in cui lui stesso era premier…”.

Giorgia Meloni non butta la palla in tribuna ma  coinvolge il Cnel per rivedersi tra 6o giorni e  Lucio Malan si rivolge a tutte le opposizioni invitandole a collaborare: ‘Per il bene del Paese servirebbe da parte dell’opposizione un atteggiamento costruttivo su un tema così delicato’.

Il capo gruppo alla Camera Tommaso Foti si rivolge invece alla segretaria del Pd: ‘Mi fa piacere che Schlein sia scesa da Marte. E abbia iniziato a guardare le cose che il suo partito al governo per 15 anni avrebbe potuto approfondire senza necessità di fare appello alla propaganda. Hanno poche idee e confuse. L’unica è che raccoglieranno firme sotto l’ombrellone per una misura che, comunque, non vedrà la luce neanche l’estate prossima. Al posto di salario minimo sarebbe più corretto parlare di equo compenso. L’impegno, anche da parte del governo, deve essere quello di favorire il rinnovo dei contratti scaduti, come quello della sanità; il potenziamento della contrattazione di secondo livello; la detassazione di straordinari e tredicesime. E poi- tema che rimane sullo sfondo e Schlein non affronta perché non è comodo per il suo dante causa Landini- affrontare il tema di partecipazione dei lavoratori agli utili. Che è previsto dalla costituzione ed è un grande inattuato. L’impegno di Fratelli d’Italia su questo fronte c’è’.

‘Ci sono aspetti inediti nell’incontro tra il presidente Meloni è l’opposizione- evidenzia il vicepresidente della Camera, Fabio Rampelli-. Spiace che alcuni partiti che sono stati variamente alla guida dell’Italia non abbiano compreso la portata innovativa e lo spirito costruttivo di questo metodo. La convocazione dell’opposizione da parte di un capo di Governo su temi di politica economica (era accaduto in passato solo per emergenza terrorismo) non può essere sottovalutata. Né gestita con approccio rudimentale da parte della sinistra.  La scelta di affidare al Cnel la formulazione di una bozza di proposta di legge quadro valorizza un organo di rilevanza costituzionale. Che si occupa statutariamente di questo: strappando la futura normativa alle strumentalizzazioni politiche, agli estremismi ideologici. E infine – ma non per ultimo – si dà mandato a un organo terzo altamente specializzato. Evitando che ‘manine’ invisibili lavorino per il re di Prussia. Non ci possiamo permettere passi falsi. Perché sul reddito minimo né il governo con il suo Presidente Meloni, né la maggioranza hanno intenzione di scherzare. Noi ci stiamo mettendo la faccia e intendiamo fare sul serio. Ci auguriamo che la sinistra non voglia fare finta, fermandosi ai titoli’.

Parte la sceneggiata  del Pd, del M5S e delle opposizioni che certo non cambierà di una virgola le condizioni dei lavoratori. In perfetto stile grillino Conte arringa le truppe: ‘Non ci fermiamo! Da oggi potrete combattere insieme a noi questa battaglia, firmando la petizione popolare che lanciamo ufficialmente domenica 13 agosto insieme alle altre forze di opposizione attraverso il portale salariominimosubito.it. Qui di seguito il link con tutte le istruzioni’

Si aggiunge poi  la segretaria del Pd Schlein: ‘Se pensi anche tu che in Italia sia necessario fissare un salario minimo, mettici una firma! Abbiamo bisogno del vostro supporto. È semplice, è immediato, basta firmare su https://salariominimosubito.it; o nei banchetti alla Festa dell’Unità”. Così su Twitter Elly Schlein.

Segue a ruota il leader di +Europa Riccardo Magi: ‘Parte oggi la raccolta firme per sostenere la proposta unitaria delle opposizioni sul salario minimo. Abbiamo visto come il governo abbia solo l’intenzione di rimandare per affossare. Prima la maggioranza ha chiesto una sospensiva, poi Giorgia Meloni ha tirato fuori dal cilindro il Cnel come arma di distrazione di massa’.

Si accoda Bonelli: ‘Parte oggi una grande mobilitazione delle opposizioni. Una petizione per raccogliere firme in tutte le città d’Italia. E noi di Alleanza Verdi e Sinistra daremo un grande contributo’.

Le soluzioni e i tempi suggeriti dal premier – con il coinvolgimento attivo del Cnel – hanno spiazzato e confuso totalmente chi del lavoro povero non aveva analizzato la complessità. Da FdI lo mettono bene in evidenza per bocca della senatrice Simona Petrucci: ‘Come dimostrato dagli incontri degli ultimi giorni, da parte del governo e di Giorgia Meloni c’è tutta la volontà di affrontare e risolvere il tema del livello dei salari dei lavoratori. Un impegno peraltro già ampiamente dimostrato da provvedimenti come il taglio netto del cuneo fiscale avvenuto in primavera, che ha reso più pesanti le buste paga. Oltre ogni impostazione ideologica e preconcetta, questo governo vuole proseguire sulla strada tracciata. E, come affermato anche dal presidente Meloni, affrontare la questione in maniera ben più approfondita e organica rispetto a quanto strumentalmente affermato da certa opposizione. Che, come al solito, fa propaganda chiedendo l’imposizione di un salario minimo per legge. Noi, invece, siamo per il pragmatismo vero: incentivare la crescita, potenziare le contrattazioni collettive. E proseguire sulla strada dell’alleggerimento del carico fiscale. Continueremo con forza il percorso già avviato’.

‘Secondo l’OCSE, in tutti i Paesi europei dal 1990 ad oggi il salario medio annuale è aumentato, in alcuni casi è aumentato molto, tranne che in Italia’, afferma Andrea Mascaretti di Fratelli d’Italia, componente della commissione Lavoro della Camera dei deputati. ‘Il nostro è l’unico Paese europeo in cui i salari sono diminuiti rispetto al 1990. Analogamente, volendo guardare la produttività italiana rispetto a quella dei principali paesi europei, nell’ultimo decennio è aumentata solamente dell’1,2%, a fronte di un incremento di 8,6 punti percentuali in Germania e Francia e di 7,8 in Spagna e nell’Area-euro. Delle mancate soluzioni a questi problemi e della pessima situazione in cui ci è stato consegnato il Paese con le ultime elezioni, sappiamo che Pd e 5Stelle sono i principali responsabili. Quindi, avendo misurato le loro capacità sulla pelle dei lavoratori italiani e faticando a immaginare che siano diventati improvvisamente degli bravi statisti non appena gli elettori li hanno spediti all’opposizione, bene ha fatto il presidente Meloni, dopo averli ascoltati, ad affidare al Cnel lo studio di una proposta per contrastare il problema dei salari bassi’.

‘Sulla strada da seguire per centrare l’obiettivo ci sono delle divergenze. Da parte mia ho ribadito che la strada maestra per alzare i redditi è quella di una Nazione che torna a crescere. Da troppi anni l’Italia non cresce in maniera continua e robusta, questo purtroppo si traduce anche in salari che continuano a restare bassi mentre il costo della vita sale. Dobbiamo spezzare questo vicolo cieco della non-crescita. Noi abbiamo iniziato, i dati sono positivi: disoccupazione al minimo, record di occupati e record storico di contratti stabili a tempo indeterminato. Ho proposto alle opposizioni -spiega il leader di via della Scrofa al Corriere – di avviare un serio confronto nella sede preposta a farlo per costituzione e cioè il Cnel. Un confronto celere, da concludersi in 60 giorni con una proposta concreta sul tema del ‘lavoro povero’, non solo sul salario minimo. Con questo metodo e una tabella di marcia certa, possiamo arrivare prima della legge di bilancio a una proposta di legge condivisa con le parti sociali, un testo efficace, basato su dati reali, che possa veramente rispondere a chi cerca un lavoro e a chi ce l’ha ma non è sufficiente per una vita dignitosa. Molte forze sindacali e tanti esperti di lavoro nutrono delle perplessità. Il timore è che il salario minimo possa diventare un parametro sostitutivo e non aggiuntivo per i lavoratori, andando così, per paradosso a peggiorare la condizione di molti lavoratori. Sono dubbi che condivido, ma ripeto: non ho preclusioni ideologiche, la mia è solo la doverosa preoccupazione di non intervenire su una materia così delicata senza la certezza di aver vagliato tutti i pro e contro’.

‘Italiani spaventati dal lavoro sottopagato. Il 75% vuole lo stipendio di base’, è il titolo di un articolo di Alessandra Ghisleri pubblicato su La Stampa. ‘Il lavoro è, a prescindere da tutto, il primo tra i pensieri, le priorità e le preoccupazioni degli italiani’, scrive la direttrice di Euromedia research: ‘Al di là delle classifiche e di come se ne voglia intendere, il lavoro rappresenta per ogni persona la possibilità di poter avere una vita dignitosa se non si hanno altre fonti di sostegno. Di fronte a questo tutti gli altri problemi passano in secondo piano. Alla fine dello scorso anno, chiedendo agli italiani di fare un bilancio prospettico e mettendo in ordine di importanza le loro preoccupazioni per il futuro, il risultato ha presentato una classifica con al primo posto la possibilità di rispettare le scadenze per il pagamento delle bollette (36,3%), la salute (27,3%) e il lavoro (21,8%. Nell’aprile del 2023, quasi il 40,0% degli intervistati, ha sottolineato che il lavoro in Italia oggi è sottopagato. Su questa linea, nella suddivisione dei target per età, ben un ragazzo su 2 tra i 18 e i 24 anni lo ha denunciato, mentre l’interpretazione degli over 65 ha offerto anche una lettura legata alla dignità della persona’.

E attenzione, avverte Alessandra Ghisleri: ‘Ben più del 70,0% degli italiani condivide la proposta del salario minimo e sollecitati su una possibile cifra simbolo di 1.400,00 euro mensili, il 75,7% ne condivide la proposta suddivisi tra chi ne apprezza la soluzione in toto (46,4%) e chi la approverebbe solo se supportata con incentivi alle imprese (29,3%)’.

Circa Redazione

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Tarquinio, ex direttore dell’Avvenire, quotidiano Cei, oggi europarlamentare, sposa le posizioni Pd sull’aborto nel G7

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