Rizzo perde la segreteria del Partito comunista

Marco Rizzo, non più leader del Partito comunista, attacca i candidati alla leadership del Pd. E si guadagna una risposta irritata di Stefano Bonaccini, che lo accusa di esprimere posizioni “di estrema destra”.

Rizzo non è più segretario generale del Partito comunista, ne resterà presidente onorario ma lascia la carica che ha ricoperto dalla sua nascita. Nel frattempo si impegnerà a tempo pieno alla costruzione di Democrazia sovrana popolare, il raggruppamento sovranista ‘erede’ di Italia sovrana popolare, cartello elettorale che a fine settembre aveva preso l’1,2 per cento.

“Marco Rizzo diventa presidente onorario, figura che viene istituita anche nello statuto, in quanto potrà presenziare ed intervenire a tutte le riunioni degli organismi dirigenti senza diritto di voto”, si legge nel comunicato diffuso dal comitato centrale del partito. L’ex parlamentare di Rifondazione e poi Pdci aveva fondato il Pc (all’inizio si chiamava Comunisti Sinistra popolare) rompendo con il suo vecchio partito, sempre alleato del centrosinistra, postulando un ritorno al rosso antico. Perlomeno a parole, visto che poi nel corso degli anni il comunismo di Rizzo ha più volte avuto punti di contatto con la destra antisistema. Soprattutto durante il periodo Covd, Rizzo si è trovato spesso d’accordo con le posizioni no-vax e no-Green pass sbandierate dall’estrema destra. L’ormai ex segretario del Pc definì i vaccini “un esperimento di controllo sociale”.

Ora quindi  il cambio al vertice del Pc, con il professore universitario Alberto Lombardo che sostituisce Rizzo, il quale viene comunque ricompensato con una carica creata ad hoc per lui. Il futuro del Pc è comunque in questa nuova federazione che mette insieme Ancora Italia, Azione civile di Antonio Ingroia e il Fronte per la sovranità popolare: contro la Nato, contro la moneta unica, contro gli obblighi vaccinali e contro la guerra in Ucraina, anche per via di una certa simpatia con la Russia.

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