Rai: ‘Necessità di pluralismo e libertà’

La sinistra fa quadrato attorno ai conduttori schieratissimi che usano il servizio pubblico per la loro propaganda: “La Rai non ha bisogno di nuove occupazioni da partiti e governo”. Naturale: finché l’occupazione la fanno le truppe progressiste va benissimo, se invece la destra si azzarda a chiedere pluralismo significa che ha in mente bavagli e olio di ricino.

Ragionamenti intollerabili secondo il sindacato Pluralismo e Libertà che così commenta gli ultimi casi che hanno creato tensione a Viale Mazzini: la parolaccia di Lucia Annunziata e il sermoncino di Luciana Littizzetto.

“Conduttori militanti che si contrappongono agli intervistati come se fossero antagonisti politici e sermoni in prima serata a contrastare senza contraddittorio opinioni e temi di primo piano del dibattito politico. I casi Annunziata e Littizzetto – recita una nota di Pluralismo e Libertà – sono solo gli ultimi in ordine di tempo, restituiscono un’immagine della Rai non all’altezza di un Servizio Pubblico rispettoso del confronto democratico, pluralista, libero. Chi oggi urla all’occupazione della Rai lo fa perché da anni detiene, incontrastato, il totale controllo del Servizio Pubblico Radiotelevisivo che dovrebbe invece essere rappresentativo di tutti gli italiani, non propaggine di un solo partito”.

Ormai anche le critiche ai conduttori faziosi sono mal tollerate. Così al sottosegretario agli Interni Wanda Ferro, ospite su Rai radio1 di “Un giorno da pecora”, viene chiesto se la destra sta per entrare in ‘col lanciafiamme’. “Credo che ci sarà sicuramente una rivisitazione – risponde Ferro – mi auguro che non sia entrare col lanciafiamme. Bisogna cercare di esser servizio pubblico, ritengo che ci siano delle trasmissioni di parte”.

Luciana Littizzetto, a ”Che tempo che fa di Fabio Fazio. Una letterina alla Meloni con i consigli su come trattare il tema delle coppe gay e dei figli nati con l’utero in affitto. Con tanto di foto di bambini, citati dalla comica, senza alcuna protezione sul viso come prevederenne la Carta di Treviso.

“Amici governanti pensate ai bambini, sono loro che dovete proteggere. Non discriminateli per il modo in cui sono stati concepiti o per l’identità dei genitori. E soprattutto pensate ad aiutare le famiglie, non a rendergli la vita più difficile. O sembrerete come chi vuole asciugare il mare con il mocho”, ha detto la Littizzetto prendendo in prestito le voci di due bambini, Luca, 10 anni, che racconta la sua vita con sua madre e suo padre, e Marta, 7 anni, che ha raccontato la sua insieme alle due madri.

La Littizzeto, poi,  torna sul tema della circolare del Prefetto di Milano che ha sancito lo stop alle trascrizioni dei certificati di nascita esteri dei figli nati da coppie omogenitoriali in Italia e sul dibattito sull’utero in affitto.

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