Quell’imbarazzante stretta di mano

La missione in Libia del Premier e del Ministro degli Esteri per liberare i pescatori italiani, a dir poco estemporanea ha creato imbarazzo all’interno del governo e irritato le Agenzie di intelligence nazionali. Ancora una volta Conte cerca di mettersi in mostra e di attirare su di sé il gradimento degli italiani, al prezzo di creare sconcerto e irritazione anche tra gli alleati europei, che non hanno affatto digerito che il Capo del Governo italiano in uno al Ministro degli Affari Esteri si sia recato in Libia,a Bengasi, a stringere la mano al generale Haftar, di fatto un ribelle che non riconosce il Governo Sarraj, legittimato dall’Onu. Imbarazzante stretta di mano che ha procurato in un solo colpo uno smacco diplomatico, politico e militare al Paese, mettendo in evidenza il fatto che l’Italia ha ormai perso definitivamente il ruolo di potenza del Mediterraneo e nel contempo ha ridicolizzato i nostri servizi segreti agli occhi dei loro colleghi stranieri. La missione del Premier ha assunto la funzione di sostituire i servizi, quasi a metterne in evidenza la loro inefficienza. Ma tutti sappiamo che non è così. Conte ha solo cercato di attirare su di sé l’attenzione mediatica. Rocco Casalino docet! Una spettacolarizzazione senza precedenti di una sfida politica che il Premier accetta da Renzi ogni giorno, senza riflettere sulle conseguenze negative. Del resto il nostro Presidente del Consiglio non è un politico né un abile diplomatico, è un bravo avvocato e Professore universitario, animato da ‘buona volontà’. Ma quando si governa un Paese come l’Italia, non basta e rischia di apparire un dilettante allo sbaraglio. Un fatto è certo, alcune fonti governative riferiscono che le nostre Agenzie di intelligence sono” nere come cromatina”. Per non parlare del Comitato Parlamentare di controllo sui Servizi Segreti. Questo è il vero tema su cui si sta accentrando lo scontro tra le forze della maggioranza, più del Recovery fund. la nostra diplomazia si sta affannando a cercare una toppa alla figuraccia del Premier e del Ministro degli Esteri. Il gesto del Presidente del Copasir, che ha ringraziato l’Aise solo, la dice lunga. Mai si era assistito a un tale conflitto tra apparati istituzionali. Il Premier ha giocato sul fatto che la gente è alle prese con le prossime festività natalizie e il rigore delle norme ristrettive e quindi non ha potuto riflettere sull’effettiva efficacia della missione in Libia che è stata, al di là della sacrosanta liberazione dei nostri pescatori, una spettacolarizzazione politica senza precedenti. Al di là delle richieste renziane, il governo deve cambiare passo e nocchiero.Il mare è mosso e la tempesta incombe.

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