‘Pensieri fumati’, ultima produzione letteraria della giornalista Simona Mazza

Simona Mazza, siciliana di nascita, è una giornalista/scrittrice, molto nota  per le inchieste pubblicate per  messa al bando globale dell’amianto e di tutti gli altri agenti tossico nocivi per  la salute. Approdata molti anni fa al ‘continente’, vive a Roma ed è autrice dei libri; Carta Carbone (2012);“Dai Memoriali di Vincenzo Calcara: le 5 Entità rivelate a Paolo Borsellino” (2014); “La Mafioneria è uno Stato perfetto” (2015), ristampato nel 2017;“La rivelazione: 6 luglio 1950. Portella della Ginestra” (2020). Pubblica oggi ‘Pensieri fumati’, raccolta di aforismi che fonde con immagini derivanti da quadri che impattano fortemente con gli argomenti illustrati attraverso la scrittura. Questo l’indice:

1 Risvegli e sonno

2 L’Uno: la matrice di tutte le cose

3 Il processo creativo

4 Autostima ed ego

5 Consapevolezza

6 Coscienza

7 Pensieri surreali

8 Amori e amore

9 Intelligenza

10 Meditazione o psicologia?

11 Identificazione e malattia

12 Paura

13 Miti

14 Realizzare l’obiettivo dell’anima 15 Uomini e

animali

16 Siamo donne quando

17 Gioco

18 Preghiera e fede

19 Valori rovesciati

20 La solitudine

21 Tutto è narrazione

22 Centro di gravità

23 Maschere

24 Potere e boicottaggio

25 Pensieri fumati

‘Sono intuizioni, dettate dall’anima e non dalla  mente iper-razionale. Pensieri compiuti, talora  incompiuti, riportati così come sono apparsi,  senza abbellimenti o aggiunte che ne  avrebbero fondamentalmente minato la visione. Al lettore l’interpretazione’, annota l’autrice nella sua prefazione.

In ‘Risvegli e sonno’, che accompagnano l’opera ‘Sogno causato dal volo di un’ape’, di  Salvador Dalì (1944).

L’essere umano, uomo o donna che sia, vive in uno stato di assoluta sonnolenza finché non arrivi, o giunga, se preferite, ad uno stato di risveglio che gli permetta di cogliere che vive una vita assolutamente ripetitiva, da uomo accecato che quotidianamente non coglie che è rintanato in un semplice nascondiglio.

‘L’universo e la grande Madre: un sistema di  anelli concentrici. Ognuno ha il suo grado di comprensione e  ognuno trae beneficio a seconda della  vicinanza alla sua fonte di luce. Talora quelli che si trovano in un gradino superiore scendono in quello inferiore per aiutare i più “addormentati” a salire.

‘…Poi arriva l’illuminazione e tutto diventa chiaro e non hai più bisogno di seguire le sue orme perché pensi in maniera indipendente e ti sorprendi nel sentire che altre persone sono illuminate e che ci sono discorsi che scorronosu un piano parallelo, un piano più alto…’.

‘La creazione dell’uomo’  di Marc Chagall apre la visione di ‘L’Uno: la matrice di tutte le cose’, da cui deriva per diretta conseguenza ‘l’universo’.

‘Noi siamo frammenti dell’emanazione dell’Uno e l’Uno è solo energia cosmica, infinita e pulsante. Tutto molto semplice in fondo. Ma solo un’animo umile ed essenziale può comprendere che siamo solo gli scarti energetici di Dio. L’entusiasmo (en thèos) è essere tutt’uno con il Dio. Dio ci ha creato e ci ha voluto così, proprio  così come siamo, tutti diversi. E non ci ha mai  giudicato, ne ci giudicherà. Ha creato delle  creature cui è stata conferita a loro volta la  proprietà di creare e cui ha donato (in maniera, anzi in quantità casuale) una parte della sua  intelligenza cosmica. Invece di limitarsi a  creare e a divertirsi in questo processo, l’uomo  ha inventato la “morale”.  Da quel momento sono nati il giudizio, il  concetto di bene e di male, di giusto di  sbagliato. L’inizio della sofferenza’, annota con infinita tristezza animica tristezza Simona. Viene scelto Marc Chagall,  maggiore interprete della Bibbia nell’arte contemporanea, che incanta con il suo alfabeto fatto di colori e fede. La fine è l’inizio. Sono queste le parole che Chagall pare trasmetterci: inizialmente sembra di partecipare alla disperazione silenziosa di un defunto: l’abbandono del corpo tra le braccia dell’angelo, il senso di freddo suggerito dal blu, lo sguardo dell’angelo rivolto verso sinistra come per chiamare qualcuno a partecipare alla tragedia, la bocca assente come per rimandarci a un dolore trattenuto; e invece dal titolo del quadro comprendiamo che non è un morto qualsiasi, bensì è Adamo: il primo uomo secondo la Creazione della Terra e l’inizio dell’Umanità.

Roberto Cristiano

(continua)

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