Patente di guida: quali sono i limiti dopo i 65 anni

Il possesso della patente di guida è il requisito di base per mettersi al volante di un veicolo a motore. Suddivisa in varie categorie, la patente richiede periodici rinnovi per il mantenimento della validità. Il Codice della Strada impone tuttavia un limite massimo di 68 anni per la guida di alcuni veicoli, oltre il quale il rinnovo non è più consentito. Questa soglia è stata innalzata rispetto al passato, quando era fissato a 65 anni, con l’introduzione dell’obbligo di rinnovo annuale.

Prima di entrare nei dettagli delle disposizioni in vigore, ricordiamo che la patente di categoria A è rilasciata per la guida di motociclette, mentre la categoria B è valida per la guida di automobili e ciclomotori fino a 125 cc. La categoria C è relativa alla guida di autocarri per il trasporto merci; la D è necessaria per la conduzione di autobus e pullman. In alcune categorie possono essere presenti sottocategorie, legate all’età o alle caratteristiche specifiche del veicolo.

Le patenti di guida di categoria A e B possono essere rinnovate senza limiti di età, al netto del superamento degli esami medici ovvero previa verifica dei requisiti necessari. Le patenti di categoria C e D sono soggette a restrizioni legate all’età, stabilite dall’articolo 115 del Codice della Strada. Qui si legge che i veicoli adibiti al trasporto professionale, come camion, autotreni e autoarticolati con massa superiore a 20 tonnellate, non possono essere condotti dopo i 68 anni di età del conducente.

La stessa regola si applica ad autobus, autocarri, autosnodati e autoarticolati utilizzati per il trasporto di persone. Infine, tra i 65 e i 68 anni, il rinnovo delle patenti di categoria C e D richiede l’ottenimento di un attestato sulle condizioni fisiche e psicologiche, rilasciato dopo una visita medica specialistica annuale a carico del richiedente, come indicato nel comma 2 dell’articolo 115, secondo le disposizioni del regolamento vigente.

Le patenti di categoria B comprendono diverse sottocategorie: B, B1, BE, B96 e BS. Quest’ultima è riservata alle persone con disabilità. L’età minima per ottenere la patente B, BE, B96 e BS è di 18 anni mentre basta aver compiuto 16 anni per la patente B1. Non esiste alcuna tolleranza  per la guida con la patente scaduta. Meglio quindi pianificare con anticipo il rinnovo, evitando di guidare con la licenza di guida non valida.

La scadenza della patente può essere facilmente ricordata poiché coincide oggi con il compleanno del titolare. In ogni caso, per verificarla basta consultare il punto 4b nella stessa patente. Dopodiché, le scadenze di rinnovo che variano in base all’età del conducente:

ogni 10 anni tra i 18 e i 50 anni;

ogni 5 anni tra i 50 e i 70 anni;

ogni 2 anni tra i 70 e gli 80 anni;

ogni anno dai 80 anni in poi.

Cosa fare se la patente è scaduta da meno di 3 anni

Oltre alle tempistiche per il rinnovo della patente scaduta, occorre considerare anche il periodo necessario per riottenere la validità della licenza di guida che è di tre anni. In pratica, se il rinnovo avviene entro il primo triennio dalla scadenza, la procedura segue gli standard predefiniti. Il candidato si sottopone a una visita medica condotta da un medico designato dall’Asl o dal medico legale dell’autoscuola.

Durante questa visita, sono valutate l’acuità visiva, la capacità uditiva e le condizioni generali di salute del conducente. In caso di esito positivo, il medico rilascia una ricevuta che conferma la validità della patente. Quest’ultima viene consegnata al domicilio del conducente entro 4-5 giorni. Nel frattempo, l’automobilista può circolare utilizzando un documento temporaneo che attesta la sua idoneità alla guida, valido per 60 giorni. Questo documento viene rilasciato dal medico che ha effettuato la valutazione dei requisiti psicofisici necessari.

Cosa fare se la patente è scaduta da più di 3 anni

Quando la patente è scaduta da più di 3 anni, la procedura per il rinnovo è diversa e richiede alcuni passaggi aggiuntivi. La decisione sulla revisione completa della licenza di guida spetta alla Motorizzazione civile che valuta i motivi della richiesta di rinnovo da parte del guidatore.

Se accerta la sua indispensabilità, il conducente è chiamato ad affrontare una serie di procedure aggiuntive. Oltre alla visita medica per verificare i requisiti psicofisici, deve superare un esame teorico e quindi una prova pratica. In buona sostanza deve studiare e affrontare quiz relativi al Codice della Strada, oltre a sostenere una prova pratica con un esaminatore.

Patente B e B96, quali mezzi consente di guidare

La patente di categoria B abilita alla guida di numerosi veicoli, tra cui:

autoveicoli con una massa massima autorizzata (MMA) non superiore a 3500 kg, progettati per il trasporto di non più di 8 passeggeri oltre al conducente;

autoveicoli trainanti un rimorchio con una MMA non superiore a 750 kg;

autoveicoli senza rimorchio utilizzati per il trasporto di merci, alimentati con carburanti alternativi e con una MMA superiore a 3500 kg ma non oltre i 4250 kg;

autoveicoli trainanti un rimorchio con una MMA superiore a 750 kg, a condizione che la MMA totale del complesso non superi i 4250 kg (nel caso in cui la massa complessiva veicolo più rimorchio superi i 3500 kg, è richiesta la patente B96, introdotta nel 2013).

Patente BE, quali mezzi consente di guidare

La patente di categoria BE abilita alla guida di complessi di veicoli formati da un veicolo motore di categoria B e da un rimorchio o semirimorchio la cui massa massima autorizzata (MMA), sommata a quella del veicolo motore, superi i 4250 kg (purché la MMA del rimorchio o del semirimorchio non superi i 3500 kg).

Patente B1, quali mezzi consente di guidare

La patente di categoria B1 consente di guidare quadricicli non leggeri caratterizzati da una massa a vuoto non eccedente i 400 kg e una potenza massima non superiore ai 15 kW.

Quali regole per conseguire la patente B

Per ottenere la patente di categoria B o B1 bisogna superare una prova teorica e una prova pratica di guida. Gli aspiranti conducenti hanno la possibilità di sostenere fino a due esami teorici entro 6 mesi dalla presentazione della domanda, mentre per l’esame pratico hanno a disposizione fino a tre tentativi entro 11 mesi dal mese successivo al superamento dell’esame teorico, che consente il rilascio del foglio rosa.

Le equivalenze

Il possesso della patente di categoria B è indispensabile per accedere al conseguimento delle patenti BE, C, C1, D e D1. La patente B1 abilita invece alla guida degli stessi veicoli previsti per la patente AM, comunemente nota come patentino. Chi è in possesso della patente B ha in automatico l’autorizzazione a guidare i veicoli contemplati dalla patente B1 e AM. Infine, per quanto concerne le equipollenze, la patente BE è equiparata in termini di validità alle patenti AM, B1 e B.

Fonte: Fabio Lepre

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