PAT – Trentino: Provincia e imprenditori alleati contro il rischio-mafia

Il Trentino punta sugli strumenti di difesa “partecipata” contro i tentativi di radicamento delle organizzazioni mafiose che possono interessare il nostro territorio, come previsto dal progetto per la prevenzione dei fenomeni di illegalità collegati alla criminalità organizzata anche in ambito economico, promosso da Provincia autonoma di Trento e Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura di Trento (CCIAA). Tra le azioni delineate nell’ambito dell’iniziativa, che rientra negli sforzi del sistema trentino per la prevenzione e il contrasto della presenza della criminalità nel tessuto economico e imprenditoriale, ci sono la corretta informazione sulle modalità di infiltrazione mafiosa nelle economie produttive del Nord e strumenti di difesa da parte di amministratori pubblici, imprenditori e società civile. Questo il pacchetto illustrato oggi dal presidente della Provincia Maurizio Fugatti, assieme al presidente della Camera di commercio Gianni Bort e ad Alberto Francini in veste di coordinatore dell’iniziativa.
Per gli imprenditori – come è stato evidenziato – d’intesa con le associazioni di categoria interessate e con il Coordinamento imprenditori verrà proposto un Tool Kit di autodiagnosi del rischio di infiltrazione nei vari momenti dell’attività di impresa. Per quanto riguarda la sicurezza partecipata e in particolare lo sguardo di vicinato, si realizzerà un’attività di informazione e di formazione dei gruppi di vicinato, d’intesa con il Commissariato del governo, la Questura, i Carabinieri e le forze di polizia locali in linea con i Protocolli sui controlli di vicinato già predisposti dal Commissario del governo. Saranno inoltre coinvolti ancora di più gli amministratori locali, in incontri ad hoc dedicati ad una corretta informazione sul tema, all’analisi del fenomeno e utili anche per mettere in moto un meccanismo virtuoso che potrà portare ad ulteriori iniziative partecipate sul territorio fra istituzioni, operatori economici e cittadini.

Il presidente Fugatti ha parlato di “un’intesa contro le possibili infiltrazioni criminali, a tutela della comunità”: “Il Trentino, con la sua Autonomia che proprio domani celebra la sua Giornata di riflessione e sguardo al futuro, ha il dovere di fare il massimo per mettere al riparo il proprio territorio, il proprio tessuto economico e la società civile, attraverso la piena collaborazione con i Corpi dello Stato. Dobbiamo continuare a essere innovativi, favorire lo scambio di informazioni e l’analisi dei dati, come previsto dai diversi protocolli siglati dal sistema Trentino, contro un rischio che c’è e contro cui non bisogna mai abbassare le difese. Questo percorso, già avviato assieme alla Camera di commercio, può così svilupparsi ulteriormente. È una risposta chiara delle istituzioni anche riguardo al dibattito sul tema”.

Per il presidente della Camera di commercio Bort “è da molto tempo che con la Provincia ragioniamo attorno al tema della sicurezza”: “Siamo vicini all’Amministrazione provinciale, che ha deciso di impegnarsi ulteriormente finalizzando l’impegno per sventare, o individuare tempestivamente e bloccare sul nascere, eventuali meccanismi fraudolenti nell’infiltrazione delle attività economiche, a tutela delle imprese e dei cittadini”.

Come ha puntualizzato il segretario generale della Camera di commercio Alberto Olivo, le iniziative permettono di “rifocalizzare un impegno che è già in essere, attraverso l’accordo di programma Provincia-Camera di commercio che prevede una serie di azioni, con l’obiettivo di sventare le possibili infiltrazioni e diffondere la cultura della legalità”.

A illustrare nello specifico i contenuti è stato il coordinatore Francini, già questore di Trento e attualmente commissario per il Comune di Lona Lases: “L’idea del progetto è cercare di innalzare la soglia dell’attenzione e la cultura della sicurezza, contribuendo in primo luogo un’informazione e ad una corretta analisi dei rischi di infiltrazione mafiosa. Il Trentino ha l’Autonomia che fa da scudo se svolge un’azione di avanguardia, come ha dimostrato ad esempio sui protocolli per la prevenzione della corruzione. Così deve avvenire anche nell’attenzione ai fenomeni di infiltrazione mafiosa che possono coinvolgere le attività economiche e la comunità, come dimostrano pregresse attività della magistratura inquirente riscontrate da sentenze dei tribunali”.
Francini ha spiegato che le azioni proattive sul tema – come il Tool Kit di autodiagnosi dell’imprenditore– si rivolgono a imprenditori, porteranno benefici in termini di attenzione e innalzamento della soglia di resistenza ai tentativi di infiltrazione nell’economia trentina. Verranno inoltre implementati gli incontri, già avviati, con i sindaci e le Comunità di valle, “una sorta di consulenza e assistenza agli amministratori che possono trovarsi in situazioni di imbarazzo”, ha specificato il coordinatore.
Inoltre, eventuali input dal territorio saranno sommariamente analizzati con il contributo tecnico dell’ex ispettore Tommaso Bellonese, esperto di banche dati, e se ci saranno i presupposti saranno trasmesse immediatamente agli organi competenti”.
Per quanto riguarda il controllo di vicinato con il progetto si metteranno a disposizione degli amministratori e dei cittadini utili informazioni sulle best practices da mettere in campo, tratte dall’esperienza anglosassone. Poi i progetti in concreto verranno portati avanti dagli organismi competenti a partire da Commissariato del Governo, Questura, Carabinieri e polizie locali. La finalità è abbassare il senso di insicurezza generalizzati attraverso un’opera proattiva da parte dei cittadini organizzati secondi procedure prestabilite e affidati a un poliziotto di riferimento.

Il contributo delle associazioni di categoria, ha precisato il presidente del Coordinamento imprenditori Mauro Paissan “sarà certamente collaborare nell’organizzazione di incontri con gli associati e imprenditori”: “L’auspicio è già nei prossimi mesi dare concretezza a questo progetto e organizzare assieme agli altri presidenti delle categorie incontri di sensibilizzazione sul tema. Abbiamo visto che questi argomenti riguardano anche noi e il nostro territorio che ha gli anticorpi per reagire, ma che non deve mai abbassare la guardia”.

Alla presentazione del progetto hanno partecipato anche il direttore generale della Provincia Paolo Nicoletti e l’ex ispettore Tommaso Bellonese, collaboratore di Francini nell’iniziativa.

L’iniziativa e i Protocolli per la sicurezza
Il progetto affidato da Provincia e Camera di commercio ad Alberto Francini, quale professionista altamente qualificato con pluriennale esperienza nel settore e competenze specialistiche, si inserisce negli impegni per garantire in Trentino il massimo livello di sicurezza ai cittadini, alle comunità e al territorio. Nello specifico, il piano fa parte dell’Accordo di Programma per la VI legislatura tra l’Ente camerale e la Provincia autonoma di Trento, dedicato alla prevenzione e il contrasto della presenza della criminalità nel tessuto economico e imprenditoriale, che è stato opportunamente integrato prevedendo nuove iniziative.

Gli obiettivi a favore della legalità sono inoltre condivisi dall’insieme di accordi di sistema siglati tra le diverse istituzioni. Tra questi il Protocollo d’intesa per la prevenzione e il contrasto ai fenomeni criminali che interessano il territorio trentino, tra la Provincia autonoma di Trento e la Procura della Repubblica di Trento, siglato il 25 novembre 2021, seguito dal Protocollo d’intesa per la sicurezza in Trentino, sottoscritto nel dicembre 2022 da Commissariato del Governo, Provincia e Consorzio dei Comuni.

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