Meloni-Salvini, scontro sul Canone Rai

Un nuovo terreno di scontro fra i due partiti della maggioranza è il canone Rai, che la Lega vorrebbe ridurre fino ad eliminarlo mentre Fratelli d’Italia, che ha la presidenza Rai, lo considera fin troppo basso.

-Se le opposizioni non sono al momento il problema più pressante per la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, è sempre il fronte interno alla maggioranza a tenere alta l’attenzione all’interno del governo. Dove l’ultimo scontro si sta consumando sul Canone Rai. La Lega punta a ridurlo progressivamente con l’obiettivo finale di cancellarlo del tutto, Fratelli d’Italia, al contrario, non ha alcun programma in questo senso, tanto più dopo aver piazzato Giampaolo Rossi come nuovo direttore generale Rai. Il quale ha anzi ricordato che il canone tv italiano “è fra i più bassi d’Europa”, lasciando intendere che potrebbe anche aumentare. E Forza Italia si schiera con FdI per ‘tutelare’ Mediaset. Vediamo perché.

La dichiarazione è arrivata alla prima uscita pubblica del neo direttore generale, in quota Meloni, al Cartoons on The Bay di Pescara, festival internazionale dedicato all’animazione televisiva. La Rai è “il servizio pubblico che ha il canone più basso d’Europa – ha detto Rossi – e lo ricordo non perché voglia fare polemiche di alcun tipo, ma la Rai ha molte meno risorse di quante ne possa avere la Bbc o France Télévisions: quindi la capacità di investimento è direttamente proporzionale alle risorse economiche“.

la Lega, dal canto suo, in una nota ribadisce il suo impegno “di ridurre, fino all’obiettivo di azzerare, il canone Rai che oggi è a spese degli italiani”. La nota della Lega ricalca la posizione del ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, che aveva annunciato di voler togliere il canone Rai dalla bolletta elettrica.

Da Forza Italia il progetto leghista riceve una bocciatura piena: “Non è nel programma. Il canone non verrà abolito”. Per il partito del Cavaliere, quello di Salvini è in realtà un attacco diretto alle aziende della famiglia Berlusconi. Abolire il canone, infatti, obbligherebbe la Rai ad aumentare gli spazi pubblicitari a discapito di Mediaset. E questo, per i forzisti, è un affronto intollerabile. Il vicepresidente del Senato Maurizio Gasparri, membro della Vigilanza Rai e uomo di fiducia di Berlusconi sulla tv, ha sottolineato in proposito: “Con l’abolizione del canone, la Rai dovrebbe cercare più pubblicità e in questo modo rischierebbe di mettere in crisi altre televisioni, altri settori dell’editoria. E a quel punto, dovremmo affrontare il salvataggio delle aziende in crisi, le richieste di cassa integrazione”.

Il deputato Francesco Filini, capogruppo di Fratelli d’Italia in commissione di Vigilanza Rai, vuole essere il più netto possibile: “Da parte nostra non c’è alcuna volontà di abolire il canone”. Una difesa che deriva anche dalla nuova situazione di fatto, come recitano alcune indiscrezioni riportate da Federico Capurso su La Stampa: “Saremmo dei pazzi, ora che siamo al governo e abbiamo appena iniziato a ridisegnare la Rai – spiega una fonte del partito di Meloni – se decidessimo di impoverirla andando ad abolire il canone”.

Al momento, l’unico punto sul quale gli alleati sembrano poter trovare un accordo riguarda l’addio del canone pagato con la bolletta della luce. Fratelli d’Italia e Forza Italia vorrebbero spostarlo nella fiscalità generale, per evitare una nuova stagione di evasione della tassa.

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