Medaglia d’oro a Willy Monteiro. Giorgia Meloni: ‘È un eroe di questo tempo, un atto doveroso’

“Grazie al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, per aver concesso la Medaglia d’oro al Valor Civile alla memoria di Willy Monteiro“. Giorgia Meloni su Facebook commenta l’onoreficenza al giovane di 21 anni ucciso a calci e pugni per aver difeso un amico. “Un atto estremamente importante e simbolico”, prosegue la leader di Fratelli d’Italia. “Che avevamo proposto in Parlamento con una mozione sottoscritta e condivisa da forze di opposizione e maggioranza. Willy è un eroe di questo tempo. E riconoscerlo come tale era una dovere delle Istituzioni”.

Il giovane dal sorriso dolce, massacrato da giovani palestrati e tatuati cresciuti a risse e violenza, è un luminoso esempio di altruismo, coraggio e senso civico. Queste le motivazioni che hanno indotto il Colle a firmare il decreto su proposta del ministro dell’Interno.

“Con eccezionale slancio altruistico e straordinaria determinazione, dando prova di spiccata sensibilità e di attenzione ai bisogni del prossimo, interveniva in difesa di un amico in difficoltà.  Cercando di favorire la soluzione pacifica di un’accesa discussione”, si legge nella motivazione. “Mentre si prodigava in questa sua meritoria azione di alto valore civico, veniva colpito da alcuni soggetti sopraggiunti. Che cominciavano ad infierire ripetutamente nei suoi confronti con inaudita violenza. E continuavano a percuoterlo anche quando cadeva a terra privo di sensi, fino a fargli perdere tragicamente la vita. Luminoso esempio, anche per le giovani generazioni, di generosità, altruismo, coraggio e non comune senso civico, spinti fino all’estremo sacrificio”.

Intanto Gabriele Bianchi, indagato insieme al fratello e ad altri due per l’omicidio di Colleferro, si difende come può. “Willy? Io non saprei proprio come sia fatto, se dovessi descriverlo”, risponde davanti al giudice di garanzia Giuseppe Boccarrato.. “L’ho visto solo in tv quando sono state dette tutte quelle cose brutte sul mio conto. E su quello di mio fratello. Ma non l’ho sfiorato con un dito”. La tesi difensiva è quella di non essere stato coinvolto direttamente nel pestaggio di Willy Monteiro, ucciso nella rissa davanti al locale ‘Duedipicche’. E anzi di non averlo mai visto in faccia, se non in televisione. La ricostruzione, dunque, dopo le domande del giudice, si fa ancora più confusa. Gabriele Bianchi si ritiene responsabile solo di una spinta nei confronti di Emanuele Cenciarelli, l’amico che Willy ha difeso prima di essere ucciso.

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