Mattarella ‘sposa’ il  Piano Mattei,  promosso dalla premier, in Costa d’Avorio: ‘Crediamo in un futuro comune’

‘Il Piano Mattei è una grande sfida strategica italiana. Scrivere una nuova pagina è un progetto ambizioso. L’Italia è pioniera, sono le parole del premier Meloni aprendo la prima cabina di regia sul Piano Mattei a Palazzo Chigi. Riguardo al quale il presidente del Consiglio si dice  “ottimista: vedo una gran voglia di fare, di esserci, e condivisione”. Il Piano Mattei si avvale di una cabina di regia “ampia e articolata. Che non comprende solo le amministrazioni centrali, i ministeri, la conferenza delle regioni. Ma anche le diverse agenzie e società dello Stato, le società partecipate, il terzo settore”. Dietro questo c’è “una scelta politica  precisa. Coinvolgere in questa grande sfida tutto il sistema Italia, mettere in rete le esperienze migliori che esistono, i progetti più efficaci e le risorse adeguate delle quali disponiamo”. La premier è “ottimista: vedo una gran voglia di fare, di esserci, e condivisione”.

‘Al vertice Italia-Africa del gennaio scorso hanno partecipato “i leader di 46 nazioni africane; i vertici delle massime istituzioni europee, internazionali, finanziarie, delle banche di sviluppo. E’ stato, e lo dico senza timore di smentita, un grande successo italiano: una iniziativa che non ha precedenti nei rapporti tra l’Italia e il continente africana.  E non lo dico perché ci si possa lodare dei nostri successi. Ma per segnalare che quella partecipazione in quella conferenza era un’enorme apertura di credito per l’Italia. Di fronte a queste aperture di credito “ci sono solo due strade: o lo confermi o deludi quell’aspettativa. Quell’apertura di credito per me significava che i tanti leader africani, che spesso non partecipano a queste iniziative, hanno intravisto nel nostro approccio delle innovazioni”. In “approccio nuovo che non è paternalistico o caritatevole, non è un approccio di chi ti guarda dall’alto in basso”, ha scandito Giorgia Meloni.

Il Piano Mattei “è in costante aggiornamento e aperto ai contributi” della cabina di regia, che tornerà a riunirsi per una seconda volta “ad aprile”, informa Meloni sul timing del progetto.

‘Scrivere una nuova pagina -questo obiettivo ambizioso che ha l’Italia- nei rapporti e nella cooperazione con il continente africano non è una cosa che noi vogliamo o possiamo fare da soli: ma io penso che l’Italia possa essere pioniera in questo nuovo approccio. Ma è fondamentale che riusciamo, con il nostro buon esempio, a coinvolgere tanti altri: è un tema che riguarda l’Unione Europea e il G7. Se vogliamo riuscire nel nostro sforzo, cioè immaginare una strategia italiana utile non solo all’Italia e portare gli altri su quella strategia, dobbiamo saperlo fare bene noi. Se non sappiamo fare bene noi, difficilmente coinvolgeremo gli altri”.

Spiega  la premier al termine della cabina di regia: ‘La cooperazione che vogliamo mettere in piedi con i Paesi africani tiene conto del fatto che l’Africa non è un continente povero: è un continente che attualmente detiene il 60% di metalli e terre rare, il 60% di terre arabili; un continente in forte crescita demografica e quindi anche con un forte potenziale di capitale umano. Che chiaramente non sempre è stato messo nelle condizioni di poter sfruttare al meglio quelle risorse. Per se stesso prima di tutto, non per gli altri. Ora questo nuovo approccio dobbiamo essere capaci di metterlo a sistema, se vogliamo essere competitivi con altri attori. Che sono molto presenti e che hanno secondo me un approccio diverso. Il secondo elemento è la condivisione: non ci siamo approcciati con questi Paesi cercando di spiegare a loro cosa fosse necessario per loro. Noi abbiamo detto quali erano secondo noi le priorità di intervento sulle quali l’Italia era anche meglio capace di lavorare. Ma quello che stiamo facendo con il Piano Mattei è condividere con i Paesi nei quali operiamo quali siano le cose che per loro sono prioritarie. Anche in questo c’è un rapporto da pari a pari, per costruire insieme risposte durature e non iniziative spot’.

‘L’Italia nutre la convinzione di un futuro necessariamente comune tra Africa ed Europa e quindi sull’esigenza di un partenariato concreto, paritario, reciprocamente rispettoso, con iniziative comuni sempre crescenti’.  Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, è in missione in Costa d’Avorio, dove ha avuto un bilaterale con il presidente Alassane Ouattara. Si tratta della prima visita ufficiale di un capo di Stato italiano nel Paese. Il viaggio, nell’ambito del quale Mattarella farà tappa anche in Ghana, ha una particolare importanza strategica: si inserisce infatti nella cornice del Piano Mattei. Il presidente della Repubblica, accompagnato dalla figlia Laura e dal viceministro agli Esteri Edmondo Cirielli, se ne è in un certo senso fatto ambasciatore d’eccezione, sia presso le istituzioni sia presso gli operatori italiani, economici e umanitari, impegnati nel Paese, facendo visita ai loro presidi, dagli impianti dell’Eni alle diverse comunità che portano aiuti quotidiani alla popolazione, a partire dal sostegno alla formazione.

Al termine dell’incontro con Ouattara, Mattarella ha voluto prima di tutto ringraziarlo davanti alla stampa ‘per il contributo che la comunità ivoriana che vive in Italia offre al nostro Paese, alla sua economia’. Un segnale di quell’approccio “paritario” sui cui si fonda il Piano Mattei e che il presidente della Repubblica ha voluto legare anche un altro aspetto cruciale della strategia complessiva di collaborazione con l’Africa: il tema migratorio. “Questo ci ha indotto a riflettere su come tradurre in flussi ordinati e legali il fenomeno migratorio, oggi così disordinato e nelle mani di inaccettabili trafficanti di esseri umani. Ho anche ringraziato per la efficace collaborazione che intercorre tra i ministri dell’Interno dei nostri due Paesi su questo versante del fenomeno migratorio”, ha detto Mattarella, ringraziando ancora il suo omologo “per aver espresso questo apprezzamento per l’iniziativa del Governo italiano con il Piano Mattei, che intende essere un piano di concreto, comune lavoro per lo sviluppo del Contienente africano”.

Il presidente della Repubblica ha ricordato i molti settori in cui esiste un “dialogo” in crescita tra i due Paesi, a partire dall’energia. L’obiettivo dell’Italia, ha chiarito, è sostenere queste collaborazioni, “incoraggiarle” e “stimolarle” affinché sempre più aziende italiane possano investire in Costa d’Avorio, collaborando con le aziende locali in quell’ottica di crescita reciproca che sta alla base della visione italiana. “Noi – ha poi aggiunto il Capo dello Stato – contiamo molto sulla Costa d’Avorio per poter insieme definire, decidere e effettuare iniziative concrete sul piano della formazione e degli altri temi”.

Mattarella ha quindi ricordato che con la Costa d’Avorio “ci accomuna l’impegno contro il terrorismo jihadista, pericolo contro la convivenza pacifica dei nostri popoli. Anche in questo ambito la Costa d’Avorio rappresenta per l’Italia e l’Europa un partner di grande rilievo e siamo lieti di contribuire allo sviluppo delle attività che si svolgono nel quadro dell’Accademia internazionale di lotta contro il terrorismo istituita qui in Costa d’Avorio”. “Ho espresso al Presidente Ouattara la nostra determinazione nel continuare nel contribuire alla sicurezza contro la pirateria e i traffici illeciti nel Golfo di Guinea”, ha poi spiegato Mattarella, accendendo un faro anche sulla situazione nel Sahel, dove si registra “il deterioramento della situazione politica e di sicurezza”. Sottolineando di “apprezzare molto” il ruolo della Costa d’Avorio “come attore chiave di stabilità nella regione” e la “grande fiducia nell’azione dell’Organizzazione economica dei Paesi dell’Africa occidentale”, Mattarella ha quindi confermato che l’Italia sarà al loro fianco nella crisi.

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