Manifestazione nazionale dei sindacati contro il nazifascismo il 16 ottobre

A Mario Draghi è arrivato un dossier che riguarda lo scioglimento di Forza Nuova, il partito neo fascista che ha guidato la frangia violenta presente alla manifestazione No Green pass di sabato scorso e che si è reso protagonista dell’occupazione della sede della Cgil.

Il presidente del Consiglio è innanzitutto irritato della mancata risposta  del dispositivo di contenimento che non ha funzionato a dovere, fortemente deciso a limitare sul nascere la diffusione di episodi di violenza o di intolleranza all’interno delle proteste di piazza. Maurizio Landini della Cgil informa che Draghi gli  ha assicurato che del problema dello scioglimento di forze che si ispirano al fascismo il governo si occuperà nei prossimi giorni.

Tanti gli interrogativi che si sta ponendo Mario Draghi  a partire dagli scontri che hanno visto in piazza manifestanti estremisti  contro il Green pass, con la polizia impegnata ad arginare i pericoli. ‘Non può passare l’idea che quattro facinorosi tengano in scacco le istituzioni’, sono state le parole del premier riportate dal ‘Corriere della Sera’ e con ogni probabilità rivolte al ministero dell’Interno. In vista del 15 ottobre si cambia strategia: al centro ci dovrá essere la prevenzione. Obiettivo: ‘Dimostrare che lo Stato c’è e interviene per contrastare i violenti, per stroncare gli estremismi e le iniziative di chi mira a creare tensione e instabilitá’. Questo è il  senso del discorso fatto dal premier al ministro Luciana Lamorgese.

Il primo errore commesso dal ministero degli interni è dato dalla sottovalutazione della manifestazione.  Il dispositivo di sicurezza messo a punto in vista della manifestazione di sabato in piazza del Popolo a Roma prevedeva che i partecipanti potessero essere al massimo tremila e invece le forze dell’ordine si sono trovate a fronteggiare oltre diecimila persone, e centinaia di loro sono sfuggite al controllo. Ancora più importante è che nessuno ha ritenuto indispensabile coprire e tutelare quei luoghi cruciali come la Cgil e Palazzo Chigi. Consideriamo che Giuliano Castellino, leader romano di Forza Nuova,  voleva arrivare proprio al sindacato e sui social aveva informato  i suoi: ‘Stasera ci prendiamo Roma’. Sono le domande su cui si interrogherà Luciana Lamorgese in una riunione per la sicurezza.

Draghi sarà molto attento sulle misure di prevenzione. D’ora in avanti le autorizzazioni alle manifestazioni statiche potranno essere rilasciate soltanto con garanzie reali di rispetto delle regole da parte degli organizzatori. Si dovrà valutare se il luogo richiesto sia adeguato, se ci siano possibili vie di fuga in caso di scontri e possibilità di presidiare le vie limitrofe in modo da impedire a chi protesta in maniera violenta di andare altrove. E, ancora, dovrà essere stilata la lista dei luoghi che potrebbero essere presi di mira da chi protesta, predisponendo un cordone di protezione. In caso contrario niente via libera.

Chi conosce il premier lo descrive come pronto al passo e lo staff di Palazzo Chigi è stato messo al lavoro su quali siano le opzioni giuridicamente inattaccabili a disposizione del governo. Il presidente del Consiglio può precedere per decreto qualora ravvisi ‘necessità e urgenza’ di porre fine all’esperienza di Forza Nuova, dopo un’istruttoria del ministero dell’Interno e con un provvedimento che dovrà passare dal Consiglio dei ministri. C’è dunque da stabilire anzitutto se i fatti di sabato scorso giustifichino una misura del genere, e se si possa ricorrere alla decretazione d’urgenza anche in assenza di una sentenza di un tribunale, ipotesi comunque presente nella legge Scelba.

Lo scioglimento di Forza Nuova è dunque una delle strade possibili, ma il capo del Governo deve anche soppesare anche le possibili ricadute che avrebbe sulla propria maggioranza. Anche se con toni diversi, gli stati maggiori di Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia si sono espressi contro un provvedimento che riguardi il solo movimento neo fascista.

Salvini chiede che tutto il Parlamento si unisca per approvare un documento contro ogni genere di violenza e per sciogliere tutte le realtà che portano avanti la violenza, a partire dai centri sociali.

I capigruppo di azzurri, Roberto Occhiuto e Anna Maria Bernini, hanno spiegato che ‘non esistono totalitarismi buoni e totalitarismi cattivi’  e per questo motivo non è possibile per i nostri gruppi firmare o sostenere la mozione presentata dal Pd.

Berlusconi ha sentito sia Salvini che Meloni sulla proposta di una mozione unitaria che condanni ‘gli assolutismi di ogni tipo’ e qualsiasi attività eversiva. Dalle foibe – si presume – ai centri sociali, dai fascisti agli anarchici. E pazienza se armati di bombe carta, pale e spranghe,  in strada non c’erano punkabbestia bensì forzanuovisti ed ex Nar. Meloni avvisa: ‘Non ci faremo intimidire, condanniamo para post e cripto fascisti ma anche anarchici violenti. La sinistra accetti mozioni e piazze comuni’.

Finisce in parità,  con ogni schieramento che  voterà solo la propria mozione.   E nel frattempo si litiga anche sulla manifestazione sindacale antifascista di sabato a San Giovanni: Letta incalza, Salvini la vorrebbe dopo i ballottaggi, Lupi a Milano dove non si vota.

Il leader della Lega ha voluto mettere le cose in chiaro per zittire le accuse di prestare il fianco ai violenti e all’estrema destra: ‘Sono antifascista, anticomunista e antiestremista’, annunciando che il suo partito non sarà presente alla manifestazione del 16 ottobre: ‘Ho visto che, nonostante ci siano i ballottaggi, la sinistra organizza delle manifestazioni il sabato prima del voto: ma come, non bisognerebbe stare in silenzio? Noi saremo con i gazebo delle libertà e della giustizia’.

A chi dal Partito democratico ha rimarcato che la regia dei tafferugli di Roma  era composta da ‘capi di una organizzazione notoriamente e orgogliosamente fascista’,  Salvini ha fatto notare che invece ‘a Milano sono stati arrestati elementi di sinistra’.

La Lega riconosce che le nuove organizzazioni fasciste vanno combattute poiché violano i principi della Costituzione, ma  sottolinea il fatto che ‘i partiti non si sciolgono per decreto’. Dunque nel Carroccio sostengono che sarebbe opportuno rimandare la decisione ai giudici: ‘Allora lo si sciolga in base alla legge, rispettiamo la legge. Ci sono i giudici’.

Sciogliere per decreto Forza Nuova è dunque un campo minato per il premier, che tuttavia ha ribadito al segretario della Cgil la sua ferma posizione: ‘Nessuna tolleranza contro intimidazioni ed episodi di violenza’. I contatti con Lamorgese sono continui, per capire cosa è andato storto sabato, e  per evitare che si ripeta. Per capire poi come agire con le frange estremiste.

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